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sabato 9 dicembre 2017

Anche Trump 'grazia' un tacchino.


Martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha partecipato alla sua prima cerimonia della “grazia al tacchino”, un rito a cui si prestano da diversi anni i presidenti americani e che consiste nel salvare un tacchino evitando che finisca su una tavola il giorno del Ringraziamento. Il tacchino di quest’anno si chiamava Drumstick, ed è stato graziato insieme a Wishbone: per tradizione, ne vengono graziati due, anche se soltanto uno partecipa alla cerimonia (Drumstick, in questo caso) e il secondo è di riserva. Entrambi saranno trasferiti all’università di Virginia Tech, insieme ai due graziati lo scorso anno, dove passeranno il resto della loro vita.

giovedì 7 dicembre 2017

Workampers: l'altra faccia del benessere americano.

Milioni di americani lottano con l’impossibilità di sostenere un normale stile di vita da classe media. In tante case nel Paese il tavolo di cucina è sommerso dalle bollette da pagare. Nella notte le luci restano accese fino a tardi. I conti vengono fatti e rifatti, sempre gli stessi, fino all’esaurimento e alcune volte alle lacrime.

Dallo stipendio, togli gli scontrini del supermercato. Togli le spese mediche. Togli gli addebiti sulla carta di credito. Togli le fatture delle utenze. Togli le rate del prestito per gli studi e quelle della macchina. E togli la voce più grossa di tutte: l’affitto.

Nel mezzo del sempre più ampio divario tra entrate e uscite, si fa strada una domanda: a quale parte di vita sei disposto a rinunciare, per poter continuare a vivere?

mercoledì 6 dicembre 2017

I motivi per cui lo smartphone danneggia la mente dei giovani.


La diffusione del mondo digitale e della sua poderosa strumentazione, affascinante e in continuo progresso, è così invasiva nei giovani da occupare il loro interesse e il loro tempo al punto da distrarli dall’educazione scolastica tradizionale e da fare spazio al dibattito sullo 'smartphone al scuola' (che su queste colonne ha già visto l’intervento del professor Roberto Carnero e del dottor Carlo Bellieni, ndr). Ciò pone il problema delle ragioni che ne stanno alla base e, come direbbe un medico, della eziologia, della diagnosi e delle possibili indicazioni terapeutiche. Perché il giovane è così attratto dal suo smartphone osimilia? La mia risposta è che l’interesse di tutti e particolarmente dei più giovani per le diavolerie del mondo digitale, dipende dal loro apparire come un gioco, un gioco nuovo, divertente che rappresenta il futuro e che è percepito come vincente su un’istruzione forse datata e giudicata non al passo con la velocità e le necessità dei tempi moderni.

lunedì 4 dicembre 2017

Chi si occupa dei disabili, in Italia ?

Giornata internazionale disabili, i troppi ritardi che ricadono sulle famiglie. 

L’Italia in (forte) ritardo nell'inclusione sociale delle persone con disabilità. Pochi i servizi e le forme di assistenza strutturata, l'onere ricade sulle famiglie, sempre più in difficoltà.

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, celebrata domenica 3 dicembre, il punto degli esperti dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma. Sono circa 4 milioni e mezzo le persone con disabilità nel nostro Paese. Sostanzialmente inattuate la Convenzione ONU recepita dal nostro Paese nel 2009 e la legge 104 del 1992. Oltre un terzo delle persone disabili vive da solo , quindi con maggiore rischio di vulnerabilità. Inoltre, le persone con disabilità hanno un livello di istruzione mediamente più basso e accedono di meno al lavoro rispetto alla popolazione generale, penalizzate soprattutto le donne. Troppo basso rispetto ad altri Paesi UE la quota di Pil destinata a politiche per la disabilità. Finanziamenti sbilanciati sul fronte pensionistico, scarsi i servizi per le persone disabili e i loro familiari.

domenica 3 dicembre 2017

Computer sempre più veloci.


A fine luglio, gli operai dell'Oak Ridge National Laboratory, in Tennessee, hanno iniziato a riempire una stanza grande come una caverna con i pezzi di un colosso del calcolo automatico: fila per fila, hanno installato unità di calcolo ordinatamente impilate, circa 290 chilometri di cavo in fibra ottica e un sistema di raffreddamento capace di far circolare tanta acqua quanta ne contiene una piscina. Il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti (DOE) si aspetta che l'anno prossimo, quando sarà pronta, questa macchina da 280 milioni di dollari chiamata Summit, consentirà agli Stati Uniti di riconquistare un primato perso dal 2012: ospitare il supercomputer più veloce del mondo.


Summit è progettato per funzionare a una velocità di picco di 200 petaflop: cioè, è in grado di effettuare fino a 200 milioni di miliardi di "operazioni in virgola mobile" – un tipo di aritmetica computazionale – ogni secondo. Questo renderebbe Summit più veloce del 60 per cento rispetto all'attuale primatista mondiale cinese.

Per molti informatici, il completamento di Summit è solo una fase di un processo molto più grande. In tutto il mondo, gruppi di ingegneri e scienziati puntano al prossimo salto nella capacità di elaborazione: i computer a "esascala", in grado di raggiungere velocità di calcolo di 1000 petaflop o più.

sabato 2 dicembre 2017

Piccola guida alla geografia degli Stati Uniti.


La geografia degli Stati Uniti non è complicata solo perché ci sono 50 stati da ricordare, ognuno con le sue collocazioni, peculiarità e capitali non scontate (quella della California è Sacramento, per esempio). Sia per la cultura americana sia per il fisco esistono regioni trasversali che si estendono in vari stati, e che vanno oltre i cassetti a cui siamo abituati. Negli ultimi mesi abbiamo sentito spesso parlare del Midwest e del peso che i suoi abitanti hanno avuto alle ultime presidenziali, per esempio; uno dei libri autobiografici di maggior successo usciti negli ultimi anni negli Stati Uniti parla invece di un’altra zona un po’ oscura, quella degli Appalachi. Poi c’è il New England, che a molti potrebbe sembrare il nome di uno stato, e invece indica una zona culturale fra le più omogenee del paese. Eccetera. Di seguito un po’ di informazioni, utili per conoscere meglio gli Stati Uniti e per fare un figurone ai giochi di geografia.

Immigrazione. Un'analisi controtendenza.


La teoria economica classica afferma che l’afflusso netto di immigrazione, come il libero commercio, porta beneficio alla popolazione autoctona dopo un certo periodo di tempo. Ma la ricerca più recente sta aprendo grossi interrogativi sulla questione, mentre le reali conseguenze sociali e politiche dell’apertura delle frontiere nazionali suggeriscono altresì l’opportunità di mettere dei limiti all’immigrazione.

La sociologia, l’antropologia e la storia hanno fatto grandi progressi nel dibattito sull’immigrazione. Sembra che l’Homo oeconomicus, che vive solamente per guadagnarsi il pane, sia stato messo da parte in favore di uno per il quale il senso di appartenenza è almeno tanto importante quanto il mangiare.

Questo ci fa dubitare del fatto che l’ostilità verso l’immigrazione di massa sia una mera protesta verso la perdita di posti di lavoro, la depressione dei salari e la crescita delle disuguaglianze. L’economia ha certamento giocato una parte nel rilancio delle identità politiche, ma la crisi di identità non può essere espunta semplicemente attraverso le riforme economiche. Il benessere economico non è equivalente al benessere sociale.

giovedì 30 novembre 2017

Scuola. La sana rivolta contro la melassa buonista e il politicamente corretto.

Comunicato stampa
Sondaggio: la scuola deve essere più severa sulla condotta 
e più esigente sulla preparazione degli studenti

- Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi;
- il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta;
- il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti;
- il 75% considera utili i compiti a casa;
- più del 50% è venuto a sapere che durante gli esami si copia.
Dunque i risultati del sondaggio (in allegatodicono che in grande maggioranza l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.
Dall’orizzonte ministeriale è infatti sparito il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente “personalizzazione” dell’apprendimento. Gli esami poi sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi.

lunedì 20 novembre 2017

Vuoi vivere almeno dieci anni in più ? Segui lo stile degli Amish.


Chi non lo sogna? Vivere più a lungo e stare meglio. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto una mutazione genetica lo permette, osservata nella comunità Amish di Berne, cittadina di poco più di 4mila abitanti nell’Indiana (USA). Il patrimonio genetico dei suoi concittadini, modificatosi nel corso dei secoli, consentirebbe loro di “campare” in media 10 anni in più.

sabato 18 novembre 2017

Guida alla sesta edizione di Bookcity.


Bookcity è arrivata alla sesta edizione ed è una manifestazione di quattro giorni che si svolge a Milano ed è dedicata ai libri e alla letteratura. È tra i più importanti eventi italiani dedicati ai libri ed ha la particolarità di svolgersi in giro per vari luoghi di Milano. Bookcity è iniziata il 16 novembre ma i giorni con più eventi sono oggi e domani, sabato 18 e domenica 19 novembre. Durante Bookcity vari spazi (più di 200) di Milano – librerie, ovviamente, ma anche negozi non di libri e spazi pubblici – ospitano eventi dedicati ai libri e alla lettura. Il centro dell’evento sarà, come al solito, il Castello Sforzesco. La manifestazione si chiuderà il 19 novembre alle 21 al Teatro Franco Parenti con un omaggio a Umberto Eco, che nel 2012 inaugurò la prima edizione di Bookcity.
Sul sito di Bookcity è possibile trovare informazioni sui principali temi di questa edizione, su tutti i luoghi in cui sono programmati gli eventi di oggi e domani e sui tanti personaggi (autori di libri ma non solo) presenti alla manifestazione. L’intero programma, in versione PDF, è qui.

giovedì 16 novembre 2017

Paese che vai, biblioteca che trovi.


A Tianjin, una città della Cina a circa 100 chilometri da Pechino, è stata aperta il primo di ottobre una nuova biblioteca pubblica progettata dallo studio di design olandese MVRDV in collaborazione con gli architetti cinesi del TUPDI, l’istituto di urbanistica locale. L’edificio – che contiene 1,2 milioni di libri e ha una superficie totale di quasi 34.000 metri quadrati – ha un’architettura molto particolare. Al centro di tutto c’è un auditorium sferico, intorno le pareti hanno una strana forma sinuosa e una struttura fatta di gradoni che insieme delimitano gli spazi e sono sia le mensole su cui si trovano i libri che i ballatoi per muoversi da un piano all’altro e lungo i piani. Vista da fuori, la biblioteca ricorda la forma di un occhio.

 La biblioteca di Tianjin è stata costruita in soli tre anni e fa parte di un nuovo quartiere con cinque grandi edifici tutti commissionati a famosi studi di architettura. I tempi molto stretti con cui la città ha completato la costruzione, tuttavia, hanno comportato che non tutto fosse realizzato subito. Secondo il progetto, le mensole più alte della biblioteca dovevano essere raggiunte da corridoi e stanze costruite dietro di loro, corridoi e stanze che però per ora non sono stati realizzati. Molti dei libri che si vedono nella biblioteca sono disegnati su delle strisce di alluminio incollate alle pareti.

mercoledì 15 novembre 2017

L'America degli Anni Sessanta attraverso le foto di Richard Avedon e i saggi di James Baldwin.


Nel 1964 gli statunitensi Richard Avedon e James Baldwin – rispettivamente un importante fotografo e un importante scrittore – pubblicarono Nothing Personal, un libro sull’identità americana uscito in un momento centrale delle lotte per i diritti civili. Taschen ne ha da poco pubblicato una nuova edizione, con fotografie inedite e un’introduzione di Hilton Als, scrittore e Premio Pulitzer per il giornalismo di critica; il 17 novembre sarà inaugurata una mostra con il materiale del libro alla Pace Gallery di New York che durerà fino al 13 gennaio.

sabato 11 novembre 2017

I Vichinghi ? Hanno distrutto tutte le foreste dell'Islanda.

Una delle cose per cui è nota l’Islanda è la quasi totale assenza di alberi sul suo territorio. Alcuni piccoli boschi ci sono, ma molti meno rispetto agli altri paesi nordici perché tra l’Islanda subì un grosso processo di deforestazionetra il nono e l’undicesimo secolo, quando per la prima volta delle persone si stabilirono sull’isola. La carenza di alberi è una delle caratteristiche che rendono unico il paesaggio dell’Islanda, e lo hanno fatto diventare spesso un set di film e serie tv, ma è anche una fonte di problemi, sia per l’agricoltura che per il clima del paese. Per questa ragione molti gruppi di volontari stanno cercando di piantare e far crescere nuovi alberi. Il New York Times ha pubblicato un articolo sui loro sforzi e sulle difficoltà che devono affrontare.


mercoledì 8 novembre 2017

La mancanza di sonno manda in crisi il cervello.

La privazione del sonno mina la capacità delle cellule cerebrali di comunicare tra loro, portando a parziali blackout mentali che influenzano in particolare la memoria e la percezione visiva. A dimostrarlo è un gruppo diricercatori dell'Università di Tel Aviv e dell'Università del Wisconsin a Madison - fra cui gli italiani Giulio Tononi e Chiara Cirelli - che firmano un articolo su "Nature Medicine".

I ricercatori hanno analizzato la funzionalità neuronale in un gruppo di pazienti con epilessia nel cui cervello erano stati impiantati elettrodi per individuare l'origine delle crisi epilettiche prima dell'intervento chirurgico: poiché la mancanza di sonno facilita lo scatenamento di una crisi, questi pazienti sono tenuti svegli per tutta la notte che precede l'esame.

sabato 4 novembre 2017

Sopravviverà la scuola italiana alla demagogia ?


Un articolo quanto mai opportuno di G. Ragazzini per descrivere lo stato in cui si trovano troppe delle nostre scuole, dove il rispetto, da parte di certi studenti, delle più elementari norme del vivere civile, rappresenta ormai, più che un optional, un obiettivo del tutto dimenticato. Al termine, i video sull'episodio.

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Pubblichiamo la lettera da noi inviata l'altro ieri alla Ministra dell'Istruzione, a commento di un corsivo di Massimo Gramellini sul grave affronto a un'insegnate messo in atto a Mirandola. Da decenni, con rarissimi momenti di resipiscenza, il ministero diffonde e spesso impone una pedagogia del dialogo a tutti i costi, mentre scredita e limita ben al di sotto della sufficienza le sanzioni, che sarebbero in quest'ottica l'opposto dell'educazione (è recente l'abolizione della bocciatura per cattiva condotta). Buona parte dei dirigenti - e comprensibilmente non pochi colleghi - si sono adattati a questa ideologia totalmente contraria all'interesse educativo dei giovani. Nessuna meraviglia, quindi, che episodi vergognosi di questo tipo siano da tempo frequentissimi e che, anche quando non si arriva a tanto, il rispetto delle regole più ovvie richieda spesso fatica e perdite di tempo a non finire. 

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Gentile ministra Fedeli,
sul "Corriere della Sera" di stamani Massimo Gramellini racconta - desolatamente - un episodio, uno tra i tanti che non arrivano sui giornali, verificatosi in una classe della scuola italiana: uno studente ha tirato il cestino dei rifiuti in testa all'insegnante in cattedra, che non ha reagito, neppure alzando la testa. Certo perché sapeva che nella sua scuola, come in tantissime altre, non si punisce chi si comporta male. E come lapidariamente scrisse Leonardo da Vinci: "Chi non punisce il male, comanda che si faccia". Un'infinità di colleghi sono costretti a non reagire (o lo fanno senza risultati) nella scuola dei condoni educativi, parte della società dei condoni di ogni tipo. Aggrava la posizione del tiratore il fatto che si sia accordato con un compagno perché filmasse tutto col cellulare per poi diffonderlo in rete. Il che dovrebbe anche suggerire un’ulteriore riflessione sull’opportunità di sdoganare gli smartphone come strumenti didattici.

"Furore" ("The Grapes of Wrath") in una nuova traduzione in italiano.

Una brillante presentazione di uno dei classici della letteratura statunitense, riproposto recentemente al pubblico italiano nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni.
Al termine, il film di John Ford tratto dal romanzo.

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Reso in italiano con il titolo  Furore  grazie a una felice intuizione di Valentino Bompiani, The Grapes of Wrath di John Steinbeck annovera primati di vendite e di gradimento capaci di far indietreggiare quasi ogni altro romanzo del Novecento americano. A riprova di un successo commerciale che non sembra conoscere flessioni, uno studio del 2015 dello Stanford Literary Lab ha analizzato la ricorrenza e la canonicità di un ampio corpus di romanzi in lingua inglese in cinque diversi database – tra cui le classifiche dei lettori e dei critici della Modern Library e quelle dei libri del Novecento più venduti anno per anno – arrivando a individuare in The Grapes of Wrath l’unica opera presente in tutti e cinque gli archivi.
Best-seller sensazionale, nonché succès de scandale, all’uscita, nel 1939 e nell’anno successivo, quando John Ford diresse il film omonimo che lo avrebbe consacrato a fama internazionale, Furore non ha mai smesso di godere di immensa popolarità regalando all’autore il Nobel nel 1962, un riconoscimento tardivo e inatteso motivato quasi esclusivamente da quell’epico affresco della grande Depressione. In Italia il romanzo di Steinbeck fu tradotto nel 1940, su consiglio di Elio Vittorini, da Bompiani(che due anni prima aveva già pubblicato Uomini e topi con la traduzione di Cesare Pavese) in una versione tagliata e rimaneggiata dalla censura fascista. Per una nuova traduzione integrale il lettore italiano avrebbe aspettato più di settant’anni. La traduzione di Sergio Perroni del 2013 ha restituito non solo le parti precedentemente tagliate ma anche, anzi soprattutto, l’ampia tavolozza espressiva di Steinbeck, dal lirismo simbolico di alcune descrizioni del paesaggio al duro naturalismo di altre, dalla fattualità documentaristica di denuncia del New Deal all’impasto di cadenze bibliche che riecheggiano l’Ecclesiaste (e la lingua di Walt Whitman e di Ernest Hemingway), dalla resa mimetica del gergo dei migranti dell’Oklahoma all’invenzione di una sorta di trascendentalismo disadorno per i sermoni visionari dell’ex-predicatore Casy. Proprio dalle pagine di questa nuova traduzione di Furore sono stati scelti i passi del recente reading di Alessandro Baricco con musiche di Francesco Bianconi andato in onda su Rai 3 in occasione della giornata dedicata alle vittime della migrazione.

mercoledì 1 novembre 2017

Finalmente in rete la tesi di dottorato di Stephen Hawking.


Nell’archivio a libero accesso dell’Università di Cambridge è stata pubblicata questa notte la tesi di dottorato del fisico britannico Stephen Hawking, scritta nel 1966. In 24 ore la tesi dal titolo “Properties of Expanding Universes” – che parla delle implicazioni e conseguenze dell’espansione dell’universo – è stata scaricata quasi 60mila volte, tanto da far andare fuori uso il sito dell’università. Nel giro di qualche ora è stato risistemato tutto e da questa mattina è di nuovo possibile scaricare il pdf della tesi: un libro di 134 pagine, scritto a macchina nelle parti discorsive e a mano per riportare le formule matematiche. 
La fama di Hawking è legata alle sue scoperte scientifiche, ma anche alla malattia da cui è affetto, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), che gli venne diagnosticata a 21 anni: Hawking raggiunse fama internazionale grazie alla pubblicazione nel 1988 del saggio di divulgazione scientifica Dal big bang ai buchi neri e più recentemente con il film La teoria del tutto, uscito nel 2014. La sua tesi è tra le più richieste tra quelle pubblicate a Cambridge, ma finora per leggerla era necessario pagare 65 sterline – in questo modo si poteva averne una copia scannerizzata – oppure andare fisicamente in biblioteca. Commentando la decisione di rendere scaricabile gratuitamente la sua tesi, Hawking ha detto:

Rendendo libero l’accesso alla mia tesi di dottorato, spero di ispirare le persone di tutto il mondo a guardare le stelle e non i propri piedi; per chiedersi quale sia il nostro posto nell’universo e cercare di dare un senso al cosmo. (..) Ogni generazione si trova sulle spalle di coloro che sono arrivati prima di lei, proprio come ho fatto io quando ero un giovane dottorando a Cambridge, ispirato all’opera di Isaac Newton, James Clerk Maxwell e Albert Einstein. È meraviglioso sapere quante persone hanno già dimostrato interesse e scaricato la mia tesi – spero solo che non resteranno delusi ora che ne hanno finalmente accesso!

Ora la tesi di dottorato di Stephen Hawking si può leggere e scaricare gratuitamente, "Il Post", 24-10-17.

sabato 28 ottobre 2017

Caporetto, cento anni dopo attraverso le lezioni di A. Barbero.


Una precisa e appassionata ricostruzione della più grave sconfitta italiana durante la prima guerra mondiale attraverso le conferenze di Alessandro Barbero.


                




Caporetto. Cento anni dopo.


All’alba del 24 ottobre 1917 tonnellate di gas tossici e proiettili di artiglieria iniziarono a cadere sulle linee avanzate difese dall’esercito italiano, vicino al piccolo paese di Caporetto, oggi in Slovenia. Nelle ore immediatamente successive migliaia di soldati austriaci e tedeschi attaccarono nella breccia aperta nello schieramento italiano. Dopo una giornata di combattimenti, i generali italiani ordinarono alle loro truppe di ripiegare. La ritirata si sarebbe fermata soltanto quattro settimane dopo, sulla famosa linea del Piave. Quarantamila soldati italiani furono uccisi o feriti e altri 365 mila furono fatti prigionieri. Un secolo dopo, la battaglia è considerata una delle più grandi disfatte inflitte all’esercito italiano, tanto che il suo nome è diventato sinonimo di “sconfitta” nel linguaggio comune.

mercoledì 25 ottobre 2017

Sopravviverà la scuola italiana alla demagogia ?


A proposito dell'abolizione del voto di condotta.

A questo punto, non sembrano del tutto infondate le osservazioni di coloro i quali sostengono che il peggior nemico dei docenti si trovi a V.le Trastevere.

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Aggiungo in premessa a questo articolo, già pubblicato su “ilsussidiario.net” del 19 ottobre 2017 e su facebook, un’ulteriore annotazione: l’abrogazione del “5 in condotta” è stata decisa senza dibattiti e consultazioni di sorta. Né i mezzi d’informazione un dibattito, almeno ex post, lo hanno aperto. Si sono quasi tutti limitati a riportare il comunicato stampa del ministero.
Le indagini internazionali Ocse-Pisa non mirano solo a valutare la comprensione di testi di vario tipo da parte dei quindicenni, ma anche a ottenere indicazioni sul contesto dell’apprendimento: condizione familiare, ambiente sociale, differenze di genere. Già in passato nell’analisi dei dati l’Ocse sottolineava l’importanza della disciplina in classe in relazione ai risultati scolastici. E sarebbe la scoperta dell’acqua calda: basta il buon senso per capire che “dove la disciplina è allentata, gli insegnanti sprecano tempo e gli studenti non sono concentrati a causa delle numerose interruzioni”. Ma il buon senso, si sa, è merce rara e mai come in questo caso repetita iuvant.

sabato 21 ottobre 2017

Che sta accadendo ai pinguini dell'Antartide ?



Un gruppo di ricercatori francesi ha scoperto migliaia di pulcini di pinguino morti e uova non ancora dischiuse su un’isola in Antartide. L’isola si trova nella Terra Adelia, una porzione di Antartide rivendicata dalla Francia, e ci vive una colonia di quasi 40.000 pinguini. I ricercatori hanno scoperto che delle migliaia di pulcini che erano nati all’inizio dell’anno, solo due sono sopravvissuti. Una delle cause della morte dei pinguini potrebbe essere stata l’inusuale estensione della banchisa, che negli ultimi mesi ha costretto i pinguini a spostarsi per decine di chilometri in cerca di cibo. Una seconda causa potrebbe essere stata invece la molta pioggia: i pulcini di pinguino non sono impermeabili e se si bagnano molto faticano a tenere la giusta temperatura del corpo.

Migliaia di pulcini di pinguino sono stati trovati morti su un’isola in Antartide, "Il Post", 13-10-17.

mercoledì 18 ottobre 2017

Sopravviverà l'Occidente ai deliri del politicamente corretto ?


Cancellare Gesù dalla Storia, dai libri, dai calendari, e pian piano anche dalla memoria millenaria che custodisce le radici della civiltà. E’ quello che vorrebbero fare in alcune scuole del Sussex e dell’Essex, in Inghilterra, dove, in nome del “politicamente corretto”, hanno arbitrariamente deciso di bandire l’uso delle espressioni “Avanti Cristo” e “Dopo Cristo” per solidarietà e rispetto nei confronti degli studenti non cristiani.  Le sigle “AC” e “DC” verranno sostituite con abbreviazioni più neutre: “BCE” e “CE”, che stanno per “avanti l’era comune” e “era comune”. Come a dire che, in fondo, più di duemila anni fa non è successo poi nulla di così clamoroso da essere assunto a spartiacque della storia dell’uomo.
Non si tratta di una semplice provocazione, di una trovata estemporanea, o di un capriccio ostentato per accrescere la popolarità di una scuola, ma di un processo di decostruzione culturale subdolo e lento, partito alla fine degli anni ’90 negli Stati Uniti e attecchito pian piano in altri Paesi come l’Australia. Se ne è parlato in Europa già nel 2002, quando fece scalpore la notizia di una coppia di genitori di Brighton, sempre in Inghilterra, “sconvolti” dal sentirsi raccontare dal figlioletto undicenne che il sito di Stonehenge risale al periodo “avanti l'era comune”. Il piccolo frequentava la scuola Dorothy Stringer, dove, peraltro, in quegli anni non c’erano poi così tanti non-cristiani da “proteggere”. E nessuno, di quell’istituto, si era mai preoccupato di far sapere alle famiglie che il loro modo di raccontare la storia sarebbe cambiato.

lunedì 16 ottobre 2017

Bufale giornalistiche: l'imminente esplosione del supervulcano di Yellostone.


Nei prossimi giorni potrebbe capitarvi di leggere che secondo un nuovo studio scientifico il supervulcano di Yellowstone, negli Stati Uniti, potrebbe esplodere di nuovo prima del previsto. Questa notizia è stata data da alcuni giornali americani, tra cui USA Today, ma nasce da un fraintendimento di un articolo del New York Times del 10 ottobre che parlava di un intervento tenuto alla conferenza dell’International Association of Volcanology and Chemistry of the Earth’s Interior dello scorso agosto. Insomma, non è una notizia vera: nessuno scienziato ha detto che lo Yellowstone potrebbe esplodere prima del previsto e i vulcanologi continuano a pensare che una sua esplosione nel prossimo futuro sia altamente improbabile.
L’errore dei giornali è stato spiegato da Snopes, uno dei migliori siti di fact-checking al mondo. L’articolo originale del New York Times conteneva questa frase, che secondo Snopes ha causato l’errore:
«Gli scienziati hanno appena cominciato a rendersi conto che le condizioni che portano alle super-eruzioni possono verificarsi nell’arco di tempo di una vita umana».

sabato 8 luglio 2017

Lo Shard di Londra e gli appartamenti di lusso che nessuno compra.


Il grattacielo Shard (in italiano “la scheggia”), fu inaugurato a Londra nel luglio 2012 con aspettative altissime: era stato progettato da Renzo Piano, al momento della sua inaugurazione era il grattacielo più alto d’Europa, e i gestori degli spazi si vantavano di poter vendere i 10 appartamenti di lusso situati agli ultimi piani “con circa 20 telefonate”. Non è andata proprio così: cinque anni dopo l’inaugurazione, tutti e dieci gli appartamenti sono vuoti e non sono mai stati occupati da nessuno (a differenza degli altri piani del grattacielo, che sono quasi pieni). Il Guardian ha provato a capire perché.
Lo Shard è stato disegnato dall’architetto italiano Renzo Piano, in collaborazione con Richard Rogers, autore del Centre Pompidou di Parigi. Il principale proprietario è il fondo che gestisce gli investimenti immobiliari del Qatar. Il grattacielo è alto 310 metri – solo due grattacieli di Mosca sono più alti, in Europa – e si trova nei pressi del London Bridge, in una zona molto trafficata di Londra. Nel panorama del centro della città risalta parecchio grazie al rivestimento esterno, fatto di un vetro particolarmente riflettente. I suoi 87 piani sono “virtualmente pieni”, hanno fatto sapere i proprietari: all’inizio di quest’anno erano occupati da 29 aziende – fra cui diverse aziende di moda, Al Jazeera, l’enorme azienda alimentare americana Heinz e l’italiana Campari – e diverse istituzioni, fra cui l’università di Warwick.

Cento modi di camminare.


Un omaggio a chi ha ancora il pieno uso degli arti inferiori.



sabato 24 giugno 2017

Tutto quello che bisogna sapere per visitare il Louvre al meglio.



Se quest’estate andrete in vacanza a Parigi, probabilmente avete in programma di visitare il Museo del Louvre. Il Louvre è il museo più famoso del mondo ed è uno dei più visitati: nel 2016 ci sono passate 7,4 milioni di persone; solo il museo ospitato nella Città Proibita di Pechino ne ha avute di più. È anche il museo più grande del mondo: ha quasi 73mila metri quadrati di esposizione e conserva quasi 460mila opere. Un po’ perché attrae così tante persone, un po’ perché è davvero molto grande, non è semplice visitarlo. È utile conoscere orari di apertura e chiusura e comprare il biglietto in anticipo e anche sapere cosa si vuole davvero vedere, dato che vedere tutto in un’unica visita è impossibile. I giornalisti del New York Times che hanno realizzato una breve guida su come visitare il Louvre al meglio ci hanno messo tre giorni interi per vedere ogni sala del museo.
A meno che non vogliate battere il record per la visita più breve – mettendoci meno dei 9 minuti e 43 secondi di Arthur, Franz e Odile di Bande à part di Jean-Luc Godard – vi conviene pianificarla. Abbiamo messo insieme un po’ di consigli per farlo.


 

Tempi duri, in Turchia, per la teoria dell'evoluzione di Darwin.


Il funzionario del ministero dell’Istruzione turco che si occupa di programmi scolastici, Alpaslan Durmuş, ha annunciato che dal 2019 la teoria dell’evoluzione di Darwin sarà esclusa dai programmi delle scuole superiori. La novità, che in Turchia è oggetto di grande dibattito da mesi, non è ancora stata approvata in via definitiva, anche se Durmuş ha detto che il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha dato parere positivo. La sua approvazione sarà annunciata probabilmente dopo il Eid al Fitr, una delle feste più importanti della religione islamica, quella che segna la fine del Ramadan e che quest’anno cade la sera del 25 giugno. La teoria dell’evoluzione è quella che descrive le cause e i meccanismi che portano al cambiamento delle caratteristiche ereditarie col passare delle generazioni.

giovedì 22 giugno 2017

Il fascino discreto dei vecchi socialisti sui giovani elettori.


C’è un apparente paradosso nella politica internazionale degli ultimi anni: i candidati più giovani e innovativi sembrano avere difficoltà a ottenere il voto degli elettori più giovani. In Francia il nuovo presidente Emmanuel Macron, 39 anni, è stato votato soprattutto dagli elettori anziani, mentre i giovani hanno scelto i suoi avversari più radicali oppure hanno preferito restare a casa. In Italia Matteo Renzi, che ha costruito la sua ascesa politica sulla giovane età e sulla necessità di ricambio nella classi dirigenti, oggi attira soprattutto il voto di anziani e pensionati: secondo i sondaggi alle ultime primarie del PD la maggior parte degli elettori tra i 18 e i 24 anni ha preferito i suoi due sfidanti.
Ai nuovi e brillanti leader del centrosinistra, i giovani elettori sembrano preferire i “vecchi socialisti”, come ha scritto la giornalista e attivista Sarah Leonard sul New York Times. Bernie Sanders, che alle primarie americane del 2016 ha ottenuto tra i giovani più voti di Hillary Clinton e Donald Trump messi insieme, ha 75 anni. Il leader laburista inglese Jeremy Corbyn di anni ne ha 65 e, grazie al voto dei giovani, ha recuperato quasi 20 punti di distacco nei sondaggi e alle ultime elezioni è riuscito a impedire che il Partito Conservatore ottenesse la maggioranza dei seggi. In Francia il candidato di estrema sinistra, Jean-Luc Mélenchon, è quasi arrivato al ballottaggio grazie a un improvviso afflusso di voti provenienti dalle giovani generazioni.

mercoledì 21 giugno 2017

Oggi fa troppo caldo. Non si vola.


L’Arizona è uno stato americano famoso per i suoi deserti e per le alte temperature che si registrano d’estate. In questi giorni, in particolare, fa così caldo che anche alcuni aerei non possono volare: il 20 giugno la compagnia aerea American Airlines ha dovuto cancellare quasi cinquanta voli in partenza dallo Sky Harbor International Airport, l’aeroporto internazionale di Phoenix. I servizi meteorologici avevano previsto una temperatura massima di 49 gradi centigradi: è superiore a quella a cui possono volare i Bombardier CRJ, piccoli aerei da 50 posti la cui temperatura operativa massima è di 48 gradi. I voli cancellati, che sarebbero dovuti partire tra le 15 e le 18, ora locale, erano tutti voli interni e di breve durata.
La ragione per cui esiste una temperatura oltre la quale gli aerei non possono volare ha a che vedere con la densità dell’aria, cioè con la quantità di particelle di aria in un dato spazio. Con l’aumentare della temperatura la densità dell’aria diminuisce e c’è un valore minimo di densità che permette il volo. Il fisico Rhett Allain ha spiegato su Wired (senza formule, ma con alcuni vettori) la fisica del fenomeno, partendo da come fanno gli aerei a volare.

La bellezza quasi surreale di certe biblioteche.


Della bellezza delle biblioteche se ne è detto e scritto parecchio, così di come la lettura sia un’azione intima e di introspezione, che nelle sale silenziose delle biblioteche trova un luogo ideale. Partendo da questi presupposti – e dalla frase “La lettura è solitudine” di Italo Calvino – il fotografo francese Thibaud Poirier ha fotografato tantissime biblioteche, per lo più europee, cercando di trasmettere questo concetto attraverso immagini che risaltassero gli elementi architettonici di ciascuna. Poirier le ha fotografate sempre vuote, spesso prima che aprissero al pubblico, per “creare ritratti surreali di questi monumenti” e “dare allo spettatore la possibilità di apprezzare appieno lo spazio”, facendolo parlare da solo.









Biblioteche fotografate bene, "Il Post", 20-06-17.