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giovedì 9 febbraio 2017

Qual è il centro del Nord America ?

Per centro geografico di una regione sulla superficie terrestre, che si tratti di un paese o di un continente, s’intende il baricentro geometrico della proiezione di quella regione su un piano. In altre parole, è il punto che corrisponde al valor medio delle posizioni dei punti che compongono la figura bidimensionale a cui si può ridurre la regione in questione. Non esiste un modo univoco per definirlo o per calcolarlo: sia perché i paesi e le regioni geografiche, specie se affacciati sul mare, hanno confini non del tutto definiti e sempre variabili, sia perché, nel caso dei paesi, bisogna decidere se tenere conto o meno delle isole che ne fanno parte. Negli Stati Uniti è in corso una disputa tra tre cittadine del North Dakota, uno stato centro-settentrionale, per stabilire quale sia il centro geografico del Nord America.
Le tre cittadine in questione, ha raccontato Steph Yin sul New York Times, si chiamano Rugby, Robinson e (per coincidenza) Center. Per 85 anni Rugby si è vantata di essere il centro geografico del Nord America: nel 1931 la United States Geological Survey, un’agenzia scientifica del governo federale degli Stati Uniti, stimò che il centro del Nord America si trovasse circa 9 chilometri e mezzo a ovest di Balta, una località che attualmente ha solo 65 abitanti vicina a Rugby. Fu dunque Rugby, che ha meno di tremila abitanti ma è comunque più grande di Balta, ad assegnarsi il titolo di “Geographical Center of North America”: nella cittadina fu eretto un obelisco alto quattro metri con una targa che le attribuisce questa qualifica, per cui la città si accaparrò anche il marchio registrato. Da allora molti turisti si sono fermati a Rugby per vedere il monumento o acquistare un souvenir in uno dei negozi aperti apposta.

mercoledì 8 febbraio 2017

Lettera aperta contro il declino dell'Italiano a scuola.

Al Presidente del Consiglio
Alla Ministra dell’Istruzione
Al Parlamento

È chiaro ormai da molti anni che alla fine del percorso scolastico troppi ragazzi scrivono male in italiano, leggono poco e faticano a esprimersi oralmente. Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi, lessico), con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcuni atenei hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana.
A fronte di una situazione così preoccupante il governo del sistema scolastico non reagisce in modo appropriato,  anche perché il tema della correttezza ortografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico più o meno da tutti i governi. Ci sono alcune importanti iniziative rivolte all’aggiornamento degli insegnanti, ma non si vede una volontà politica adeguata alla gravità del problema.

giovedì 2 febbraio 2017

Il rapporto dei Lettoni con la cultura.

Un recente sondaggio della “Baltic International Bank” rivela che i lettoni considerano la cultura un elemento molto importante per loro ed una componente essenziale per la vita stessa della propria nazione. Fra i settori della cultura considerati più importanti ci sono il teatro, la musica, i musei.
I lettoni considerano fra gli aspetti della cultura più essenziali per l’identità nazionale il patrimonio museale e storico (musei, archivi, monumenti), seguito dalla musica e dalla cultura popolare tradizionale lettone.

Fra gli interessi principali culturali dei lettoni anche la letteratura, che però vive un periodo non facile in Lettonia, mentre più distanti si piazzano i film d’arte, il design, l’architettura e le arti visive.

lunedì 16 gennaio 2017

Sorpresa. Per decisione dell'ONU i paesi baltici fanno parte del Nord Europa.

In Lettonia ha suscitato un certo entusiasmo la decisione dell’Onu di inserire i paesi baltici fra i paesi considerati facenti parte dell’Europa del Nord. La qualifica di paese del nord Europa piuttosto che dell’Europa orientale è decisamente più apprezzata dai lettoni, anche se sono poi altre e molto diverse le ragioni che definiscono i legami di un paese con il nord o l’est del proprio continente.
La definizione geografica della Lettonia come paese del nord Europa ovviamente non cancella i molti legami commerciali, economici e demografici che i paesi baltici hanno con l’Europa dell’est e in particolare con la Russia. Ma non c’è dubbio che fin dalla conquista dell’indipendenza nel 1991 Estonia, Lettonia e Lituania hanno avuto e hanno tuttora come obiettivo quello di avvicinarsi al sistema e alla qualità di vita dei paesi scandinavi.

domenica 8 gennaio 2017

I perché di una scelta. Intervista a Umberto Gentiloni Silveri sul suo "Bombardare Auschwitz".



di A. Lalomia

Tra i punti più controversi del secondo conflitto mondiale, quello relativo alla mancata distruzione dei lager nazisti da parte degli Alleati rappresenta senza dubbio uno dei più delicati e ancora oggi poco dibattuti.                                   Forse non è un caso che nella sterminata bibliografia su questa guerra le opere che cerchino di fare piena luce sui motivi che spinsero i vertici anglo-americani  -e in particolare quelli statunitensi-  a rimandare oltre ogni ragionevole esigenza bellica la scelta di colpire i campi, siano relativamente poche. È troppo pensare che a trattenere quantomeno alcuni storici dall’addentrarsi in questo terreno abbia giocato  (e continui tuttora a giocare)  anche la consapevolezza che per un’analisi veramente completa dei fatti sarebbe stato necessario (e sarebbe tuttora necessario) aprire degli armadi che custodiscono da decenni verità e segreti imbarazzanti, e che comunque è meglio non pubblicizzare troppo ?  1
Al tentativo di ricostruire in modo rigoroso e autorevole il complesso scenario che ha permesso al regime nazista di mantenere in piena attività alcuni lager sin quasi agli ultimi giorni di guerra (tra l’indifferenza e certe motivazioni degli Alleati su cui si potrebbe discutere), Umberto Gentiloni Silveri 2  ha fornito un importante contributo con il saggio Bombardare Auschwitz. Perché si poteva fare, perché non è stato fatto , edito da Mondadori e accolto molto favorevolmente dalla critica  4   e dal pubblico.
Quella che segue è l’intervista che Gentiloni Silveri -che ringrazio pubblicamente- mi ha concesso.

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sabato 31 dicembre 2016

Aung San Suu Kyi e la comunità rohingya.

Un gruppo di 23 attivisti, formato da premi Nobel ed ex ministri di vari paesi del mondo, ha scritto una lettera aperta al Consiglio di Sicurezza dell’ONU affinché intervenga per porre fine alla crisi umanitaria dei rohingya, una minoranza religiosa di fede musulmana che vive in Birmania. Tra i firmatari della lettera ci sono anche l’ex presidente del Consiglio italiano Romano Prodi e l’ex ministra degli Esteri Emma Bonino. Nella lettera viene criticata soprattutto la ministra degli Esteri birmana Aung San Suu Kyi, nota attivista per i diritti umani e a sua volta premio Nobel per la pace, per non essere ancora intervenuta per fermare la sanguinosa repressione. Quello che sta succedendo, scrivono i firmatari, «equivale a un’azione di pulizia etnica, nella quale si stanno compiendo crimini contro l’umanità».

giovedì 29 dicembre 2016

Insegnate la Storia a questi studenti di Taiwan.

Ecco che cosa accade quando gli studenti ignorano la Storia.
Sull'argomento, cfr. anche :  Studenti di Taiwan inscenano una parata nazista, "Cina Oggi", 24-12-16.

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mercoledì 28 dicembre 2016

La Russia di oggi e i fantasmi del regime staliniano.

Nelle ultime settimane, l’opinione pubblica russa è stata scossa dal ritorno dell’annoso problema della memoria dei crimini staliniani. La questione, sempre e comunque attuale, è stata riportata in auge dalla pubblicazione di alcune liste contenenti i nomi dei membri della polizia segreta (NKVD) durante gli anni 1935-1939. Una lista con più di 40 mila nomi è stata pubblicata da Memorial ed è disponibile online, un’altra è stata redatta da Denis Korogodin, pronipote di una delle vittime. Il periodo del grande Terrore – che culminò nel biennio 1936-1938, in cui avvennero le Grandi purghe – è ricordato dai russi anche come Ežovščina, dal nome del capo dell’NKVD di quegli anni, Nikolaj Ežov. E’ giusto che, oltre a quello di Ežov, siano resi noti i nomi degli altri partecipanti ad avvenimenti così tragici? Le persone nominate nella lista sono presumibilmente tutte morte, dunque che senso ha rivangare crimini su cui non può più essere fatta giustizia? Attorno a questa domanda ruota una più ampia discussione sulla memoria dei crimini del regime e sul suo posto nella Russia post-sovietica, un problema che tutte le società post-totalitarie hanno dovuto affrontare. Nel caso russo, il neonazionalismo e la continuità di alcuni elementi con il regime precedente rendono la questione ancora più complicata.

sabato 24 dicembre 2016

Bullismo. Dalla Russia un modo efficace per combatterlo.

Con l'auspicio che i responsabili della nostra politica scolastica vedano questo filmato e decidano   (una buona volta)   di introdurre anche in Italia quelle forme di contrasto al bullismo e ad altre forme di devianza disciplinare studentesca che si sono rivelate efficaci in Russia e in altri paesi.

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mercoledì 30 novembre 2016

I giovani e la crisi della democrazia.


Donald Trump e i suoi colleghi populisti e nazionalisti in Europa vengono dipinti spesso come una minaccia per la democrazia. I loro sostenitori sostengono invece che politici dell’establishment e tecnocrati siano una minaccia addirittura più grande perché sono servi dei poteri forti. È possibile, quindi, che la democrazia nelle forme in cui oggi viene applicata negli Stati Uniti e in Europa sia una minaccia per se stessa? Ci sono prove che dimostrano che potrebbe essere così.
Dopo aver rassicurato i miei lettori americani del fatto che il rifiuto di Trump di dire che accetterà i risultati delle elezioni presidenziali non segna la fine della tradizione democratica statunitense, ho ricevuto alcune email in cui mi veniva chiesto se secondo me la democrazia americana può sopravvivere a Hillary Clinton. Le persone che mi hanno scritto – membri della comunità finanziaria – l’hanno definita una corrotta, una bugiarda patologica e una perpetratrice della “politica da repubblica della banane“. Comprendo questi punti di vista: fare un lavoro di verifica delle cose che Clinton dice e tenere il conto delle sue omissioni e delle volte in cui elude una domanda può essere sfiancante quanto cercare dei brandelli di verità e di buon senso nella retorica provocatoria di Trump. Davanti alla scelta tra due candidati imperfetti, si potrebbe pensare che molte persone si stiano chiedendo se per loro la democrazia funziona ancora. In effetti, sta succedendo.

sabato 22 ottobre 2016

Premio Nobel. Ripensamenti in vista ?


E dopo qualche giorno l'Accademia del Nobel sbotta e fa sentire la sua voce con Per Wastberg che ha definito Bob Dylan come "maleducato" e "arrogante" per non aver reagito al premio Nobel [per] di la letteratura con cui è stato insignito. "Credo sia giusto dire che la sua reazione è stata maleducata e arrogante", ha detto lo scrittore alla tv pubblica svedese Svt. Ha anche spiegato di non essersi stupito del fatto che il musicista abbia fatto comparire e poi scomparire alcune ore dopo, sul proprio sito web, una frase in cui citava la vittoria del premio.

sabato 15 ottobre 2016

Dormire poco ? Fa ingrassare.

Dormire poco fa ingrassare? Ebbene si. L’insonnia aumenta il rischio di obesità.
Studi di brain imaging (visualizzazione dell’attività celebrale) mostrano che una notte povera di sonno può rendere le persone più desiderose di cibo spazzatura piuttosto che di cibo sano.

I ricercatori della Berkeley University of California ritengono che il loro studio sia il primo a scoprire i meccanismi cerebrali associati con il desiderio di cibo. Dormire poco fa ingrassare a causa degli effetti fisiologici che si creano.

mercoledì 12 ottobre 2016

Appuntamento con il cinema di propaganda antinazista.

"Gli invasori" (1941), di Michael Powell.

Memorabile la contrapposizione ideologica tra il tenente nazista e il capo della comunità hutterita in Canada (poco dopo il 60 ° minuto), che distrugge con serrata dialettica le funamboliche e isteriche declamazioni del primo.


giovedì 6 ottobre 2016

Nuove, rivoluzionarie tecniche di imaging.


Un rotolo carbonizzato reso leggibile grazie ad una rivoluzionaria applicazione di imaging.

giovedì 22 settembre 2016

Encyclomedia: Il sapere alla portata di tutti.

Da Umberto Eco un regalo per tutti. Su Oilproject.org, dal 20 settembre, chiunque potrà leggere gratuitamente 3 mila saggi di Encyclomedia Online sulla storia della civiltà europea, ideata e diretta dal semiologo. Una liberazione di sapere che è frutto della collaborazione tra Oilproject, scuola italiana online gratuita visitata ogni mese da quasi due milioni di studenti, ed EM Publishers, casa editrice della famiglia di Corrado Passera.  

Encyclomedia è una monumentale opera collettiva, un’enciclopedia che spazia attraverso la storia. Tra i vari saggi, sono stati “liberati” anche 75 libri curati dallo stesso Umberto Eco: «Si tratta di un’enciclopedia storica multimediale - ha dichiarato in passato lo scrittore - si avvale di suoni, immagini, diagrammi mobili. La sua caratteristica principale è l’intertestualità». 



lunedì 19 settembre 2016

Sorpresa: gli studenti universitari preferiscono i libri cartacei agli e-book.


Quando nel 2008 pubblicammo LIBRI ADDIO ci furono editori che ci accusarono di incompetenza, di non capire quale fosse la rivoluzione: che il libro elettronico, dotato di e-ink (l'inchiostro elettronico tipico degli reader) avrebbe soppiantato completamente il vecchio e obsoleto libro di carta. 

Beh, a distanza di quasi 10 anni da quell'articolo possiamo dire di avere colpito nel segno: non solo "L'iPad, il Kindle e le altre tavolette sono strumenti eccellenti, ma non sperate di liberarvi dei volumi di carta. Anzi, ne vedremo sempre di più, in tutto il mondo" affermava due anni dopo di noi lo stesso Umberto Eco. 

domenica 18 settembre 2016

lunedì 5 settembre 2016

Non sparate sulla lingua italiana.

Un invito rivolto non soltanto a certe amministrazioni comunali, ma anche a giornalisti tanto bravi, quanto, forse  (almeno in questo caso),  un po' frettolosi  ("senza che nessuno se n’è sia mai accorto").
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Il documento di riconoscimento? A Modica, in provincia di Ragusa, è davvero esclusivo ed unico rispetto al resto del Paese. Nella città della Contea, la patria del cioccolato e culla del barocco del Val di Noto, la carta non è d’identità, ma “d’idendidà”. Si tratta di uno strafalcione banale, di poco conto, ma che segna i documenti dei modicani da almeno un decennio a questa parte senza che nessuno se n’è sia mai accorto. Chissà quanti anni sarebbero ancora potuti passare prima che qualcuno si rendesse conto dell’errore, se non fosse stato per qualche cittadino un po’ più avveduto che, individuata l’inesattezza che si trova nella parte in basso del bollo da 5,16 euro, ha deciso di pubblicare tutto su Facebook. “Amo il mio dialetto – ha commentato Silvia sul social network– ma in alcuni casi sarebbe necessario ricorrere alla lingua italiana!!!”. Ovviamente i commenti non si sono fatti attendere, la notizia in pochissimo tempo ha fatto il giro del web e ha spopolato nelle pagine locali suscitando l’ilarità di tanti e l’indignazione di alcuni.

Mongolia. I parchi naturali mettono in pericolo la comunità Dukha ?

Ganbat e Tumursukh sono due uomini di circa 50 anni, nati nello stesso villaggio nel mezzo della taiga. In questa foresta innevata ai margini settentrionali della Mongolia, a pochi chilometri dalla Russia, alci e linci sono più numerosi degli uomini. Per raggiungere la loro remota regione bisogna attraversare il lago Hovsgol, nel nord del paese, e percorrere la steppa per un paio di giorni senza incontrare nessuno. Padri di famiglia rispettati dai loro pari, Ganbat e Tumursukh hanno dedicato la loro vita a questa vasta distesa di foresta boreale, la taiga. E i loro occhi si illuminano quando ne parlano.

sabato 3 settembre 2016

Una pagina controversa della storia italiana: i plebisciti di annessione.

È polemica: ed è bene che sia così. La diffusione di un volume di Ettore Beggiato (1866: la grande truffa. Il plebiscito di annessione del Veneto all'Italia, Editrice Veneta) sul modo in cui il Veneto 150 anni fa è stato «italianizzato» dopo la terza guerra d'indipendenza, a seguito di un referendum truffaldino, disturba gli intellettuali progressisti.

Sul quotidiano veronese L’Arena ieri si riportavano alcune prese di posizione negative nei riguardi del libro. Secondo Carlo Saletti saremmo di fronte a «un uso distorto della storia», piegata a ragioni politiche. Una tesi condivisa da Federico Melotto, direttore dell’Istituto veronese della storia della Resistenza, per il quale con questo volume «si vuole dare un messaggio politico partendo dal plebiscito per lanciare una critica all’Italia di oggi». Il tono è di contestazione, ma con ogni probabilità l’autore sarebbe in parte d’accordo.

Settembre 1666: Londra brucia.


Nelle prime ore del 2 settembre del 1666 – 350 anni fa, oggi – iniziò il Grande incendio di Londra: durò fino al 5 settembre e distrusse circa 13mila case, lasciando almeno 65mila sfollati. Si calcola che solo un quinto della parte di Londra dentro alle mura medievali non fu toccato dall’incendio e furono quindi distrutti anche la maggior parte dei più importanti edifici della Londra di quegli anni, compresa la vecchia Saint Paul’s Cathedral. Secondo i resoconti del tempo i morti non furono più di 20, ma oggi si pensa che furono molti di più: era impossibile capire chi vivesse dove e si pensa anche che molti corpi furono praticamente cremati dalle fiamme, che in certi casi superarono i mille gradi centigradi.

L'inizio della scuola in Italia, regione per regione.

Fra meno di due settimane inizierà la scuola in tutte le regioni italiane, che già da alcune settimane hanno diffuso il calendario per l’anno scolastico 2016-2017. Le date dell’elenco che segue si riferiscono alle scuole elementari fino alle superiori: le scuole dell’infanzia hanno date leggermente diverse, soprattutto sulla fine delle lezioni (quasi ovunque prevista per il 30 giugno 2017). Per ogni regione è indicata la data dell’inizio e della fine delle lezioni: il link nel nome a ogni regione rimanda alle delibere regionali con cui sono stati stabilite – stilare il calendario scolastico è di competenza regionale – e ai giorni di festa di ciascuna regione. Gli studenti che inizieranno prima le scuole sono quelli della provincia di Bolzano, che cominceranno il 5 settembre: per ultimi inizieranno le lezioni quelli di Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Puglia e Toscana, il 15 settembre.


mercoledì 31 agosto 2016

Appuntamento con il cinema d'autore. 1814, di Andres Puustusmaa.

1814, film  (2007)  del regista estone Andres Puustusmaa.

La tranquillità di un prestigioso collegio fondato nel 1810 vicino San Pietroburgo per volontà dell'imperatore Alessandro I Romanov e destinato ai giovani rampolli della nobiltà russa, viene drammaticamente interrotta da una serie di omicidi compiuti dalla stessa mano. 
Ad aiutare l'ispettore di polizia inviato sul luogo per cercare di risolvere il caso saranno proprio i ragazzi del collegio, alcuni dei quali negli anni successivi diventeranno figure prestigiose del mondo letterario, politico e militare.



domenica 28 agosto 2016

L'epopea della "Underground Railroad".

Quest’anno negli Stati Uniti si è tornati a parlare molto della “Underground Railroad”, letteralmente “Ferrovia Sotterranea”, cioè una rete fatta di sentieri, case e nascondigli che migliaia di schiavi neri utilizzarono prima dell’inizio della guerra di secessione per fuggire dagli stati schiavisti e arrivare in Canada. Una delle ragioni di questo ritorno d’interesse è un libro uscito il 2 agosto, The Underground Railroad di Colson Whitehead, un romanzo che racconta la fuga di una giovane schiava nera attraverso la “Ferrovia” (che non è una ferrovia vera, appunto). Il romanzo di Whitehead è anche uno dei cinque libri che Barack Obama ha annunciato di essersi portato in vacanza quest’estate.

Piccola guida ai gruppi etnici statunitensi.

Nella percezione comune, spesso il numero di persone appartenenti a minoranze etniche e religiose di un dato paese, così come il numero dei suoi disoccupati, è molto più alto di quanto sia in realtà. Per questo ogni anno l’istituto di sondaggi britannico Ipsos Mori realizza un’indagine chiamata Perils of Perception (“Pericoli della percezione”) in cui cerca di mostrare le differenze tra la realtà e come la maggior parte delle persone la percepisce; in quella del 2015 l’Italia è risultata il decimo paese più ignorante dei 28 presi in considerazione. Gli errori di questo tipo dipendono dalle inesattezze che a volte vengono pubblicate sui giornali e dal fatto che spesso le statistiche non vengono riportate quando sarebbe utile. Uno degli errori più comuni di questo tipo riguarda il numero di cittadini neri degli Stati Uniti: molte persone pensano che siano pari al 30 o al 40 per cento della popolazione, mentre in realtà sono il 13,3 per cento.

Chi ha paura dei ciclisti di Sydney ?

Da marzo nel New South Wales – lo stato australiano di cui fa parte Sydney – sono in vigore nuove regole per i ciclisti: alcune servono a proteggerli (stabiliscono per esempio che le auto devono sempre stare a una certa distanza da loro), altre hanno reso molto più severe le multe già esistenti in cui possono incorrere. Da qualche mese se un ciclista va in bici senza un casco omologato deve pagare 319 dollari australiani (circa 215 euro) e ci sono multe ancora più care per chi guida in modo pericoloso e non si ferma al semaforo rosso o se non fa attraversare le persone sulle strisce pedonali. In tutta l’Australia è obbligatorio già da anni avere un casco quando si va in bici, e in particolare nel New South Wales c’erano già multe per l’assenza di casco, i semafori rossi e altre violazioni: fino a prima di marzo bisognava pagare poco meno di 50 euro in quasi tutti i casi. Dal marzo 2017 i ciclisti del New South Wales saranno anche obbligati ad avere sempre con loro un documento d’identità.

sabato 27 agosto 2016

Terremoti. Quanto costerebbe prevenirli ?

I forti terremoti che hanno colpito l’Italia nel corso del Novecento e nei primi decenni del Duemila – per ultimo quello nel Centro Italia dello scorso 24 agosto – hanno provocato la morte di centinaia di persone, e hanno causato danni economici enormi. Se conosciamo con precisione il numero dei morti – che furono nell’ordine delle migliaia dal terremoto in Irpinia, in Campania, del 1980 – è più difficile fare una stima complessiva dei danni economici, soprattutto quelli con conseguenze a lungo termine. In questi giorni però alcuni esperti stanno sostenendo che il costo della messa in sicurezza preventiva degli edifici esistenti in tutta Italia sarebbe inferiore alla somma spesa dal 1968 (anno del terremoto della Valle del Belice, in Sicilia) in poi per la ricostruzione delle zone terremotate. La stima dei costi della messa in sicurezza degli edifici privati però cambia a seconda degli esperti, quindi questa ipotesi non è accettata da tutti. Quello che è certo è che la messa in sicurezza e la costruzione di nuovi edifici secondo regole antisismiche sarebbe l’unico modo per ridurre il numero di morti, feriti e sfollati nei futuri terremoti che potrebbero interessare l’Italia.

giovedì 25 agosto 2016

Concorso scuola. I perché di tanti bocciati.

Sulla fortissima selezione nelle prove scritte del maxi-concorso per entrare nella scuola ha scritto ieri un ampio intervento Gian Antonio Stella, basandosi su uno studio di “Tuttoscuola”. L’articolo affastella, in modo non sempre logico, tutta una serie di temi e considerazioni (alcune condivisibili, altre molto meno), ma il problema di gran lunga più serio che si pone al mondo della scuola, e in primo luogo al governo e al parlamento, è racchiuso in alcune citazioni tratte dall’analisi di “Tuttoscuola”. Secondo la quale dalle prove scritte emerge “una scarsa capacità di comunicazione scritta, in termini di pertinenza, chiarezza e sequenza logica e una carenza nell’elaborare un testo in modo organico e compiuto”, al punto che alcuni commissari si sono chiesti “se si trattasse di candidati stranieri che non padroneggiavano bene la nostra lingua, salvo poi verificare che erano italianissimi». Inoltre dai testi dei candidati “si ricava anche un campionario di risposte incomplete, errori e veri e propri strafalcioni, che sorprendono in maniera più acuta per il tipo di concorso in questione, ovvero una selezione tra chi si candida a insegnare alle nuove generazioni». Sembra di rileggere le ripetute e inascoltate lamentele di tanti docenti universitari inorriditi dagli scritti dei loro studenti e persino dei loro laureandi per le macroscopiche carenze nelle “competenze di base”.

Gli studenti meridionali sono più bravi di quelli del Nord ?

Ogni anno alla pubblicazione del report del Miur sugli esiti degli Esami di Stato si ripropone la stessa litania: le agenzie di stampa rilanciano la notizia rimarcando il record di "super meritevoli" nelle regioni meridionali, i governatori leghisti delle regioni del nord protestano citando i risultati dei test Invalsi e sui social si scatenano i commenti con le spiegazioni più fantasiose. Ma perché gli studenti del Sud ottengono voti più alti?

mercoledì 24 agosto 2016

Terremoti. Come li affrontano in Giappone.

Questo manga non ha niente di divertente: ci sono finestre di uffici che vanno a pezzi, treni che deragliano e auto che cadono da ponti che stanno cedendo. Succede tutto alle 16.35 di un giorno ribattezzato come il «giorno X di Tokyo». Questo è lo scenario catastrofico descritto da un libro a fumetti di 300 pagine sulla preparazione ai terremoti pubblicato dall’amministrazione dell’area metropolitana di Tokyo. Il libro si apre con un avvertimento importante: secondo gli esperti c’è il 70 per cento di possibilità che entro trent’anni un terremoto colpisca direttamente l’area metropolitana di Tokyo, dove vivono 36 milioni di persone. «È una gara tra noi e il terremoto. Se non saremo noi a vincere non riusciremo a proteggere la capitale», ha detto Satoshi Fujii, professore dell’università di Kyoto e consigliere speciale per le strategie di preparazione alle catastrofi nel governo di Shinzo Abe, il primo ministro giapponese.

domenica 21 agosto 2016

Candidati alle presidenziali USA. Chi li ha votati ?

Il New York Times ha pubblicato una sintetica ma efficace ricostruzione grafica per mostrare quanto sia esiguo il numero degli americani che hanno scelto i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti: il 9% della popolazione. Per illustrarlo l’articolo del New York Times spiega che vivono negli Stati Uniti circa 324 milioni di persone: se disegniamo un quadrato su una pagina a quadretti che abbia la lunghezza di diciotto quadretti per lato, ogni quadretto corrisponde a un milione di persone. Ed è quindi facile visualizzare le quote di persone che non hanno votato né Clinton né Trump alle primarie.
103 milioni di persone non hanno diritto di voto, tra minorenni, condannati privati dei diritti civili e abitanti che non sono cittadini statunitensi. 88 milioni di adulti dotati del diritto di voto sono la quota approssimativa che non vota alle elezioni, basandosi sui dati delle elezioni del 2012. Grossomodo – c’è una quota di imprevedibilità – 73 milioni di persone che si ritiene voteranno alle elezioni presidenziali non hanno votato alle primarie. Alle primarie hanno votato 60 milioni di persone – un po’ meno del 19% della popolazione – equamente ripartite tra quelle Democratiche e quelle Repubblicane. E metà degli elettori delle primarie hanno votato per candidati diversi da quelli che hanno vinto.
Alla fine per Trump e Clinton ha votato circa il 14% degli elettori potenziali, e il 9% dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

Magda Goebbels. Un'ebrea al vertice del regime nazista ?

Un documento attesterebbe che Magda Goebbels, la consorte del ministro della Propaganda del Reich nazista Joseph, era "mezza ebrea": lo riporta il sito del quotidiano tedesco Bild sostenendo che la "la più importante donna della Germania hitleriana" fosse figlia illegittima di un facoltoso ebreo che la madre Auguste aveva poi sposato in seconde nozze.   
"Un poco appariscente documento anagrafico dell'archivio regionale di Berlino, che Bild ora ha scoperto, porta un segreto a cui rimanda" un libro pubblicato in maggio "dallo storico e scrittore" Oliver Hilmes "Berlino 1936": un "certificato di residenza del commerciante" ebreo Richard Friedlaender "dichiara come propria figlia carnale 'Magdalena, nata l' 11 novembre 1901'", la futura "donna modello" del ministro della propaganda del Fuehrer e i cui sei figli furono sempre esaltati come "puri ariani".   
Bild ricorda che quando Magda nacque, la madre non era sposata (inoltre "il suo atto di nascita non riporta alcun padre") e come "padre adottivo subentrò il figlio di un costruttore, Oskar Ritschel, che aveva vissuto alcuni anni" con la donna che poi sposò il commerciante Friedlaender solo nel 1908: "quanto a lungo avesse avuto contatti con il berlinese nato nel 1881 rimane oscuro", scrive Bild evocando un "doppio gioco" della futura signora Goebbels e ipotizzando implicitamente il concepimento ora comprovato dal certificato appena emerso. 
L'essere "quello che i nazisti chiamavano "mezzo ebrea", spiegherebbe due circostanze: una è la notazione fatta da Goebbels nel giugno 1934 sul suo diario circa "una terribile cosa" appresa "da parte di Magda", sostiene Bild; l'altra è il perchè la potentissima donna del Reich non impedì che Friedlaender morisse nel Lager di Buchenwald nel 1939, aggiunge il quotidiano popolare ma molto attendibile nella sua versione cartacea in edicola oggi. 

BILD: MARTA GOEBBELS ERA "MEZZA EBREA", "RAI News", 20-08-16. 

Cina. Un ponte da primato.

In Cina è stato aperto il ponte di vetro più alto e lungo del mondo. Da oggi i visitatori del parco naturale situato nella provincia centrale cinese dello Hunan possono percorrere a piedi i 430 metri di lunghezza dell’infrastruttura larga sei metri, che attraversa un canyon Changsha profondo trecento metri nell’oasi verde della foresta di Tianmenshan, dove furono girate diverse scene del film Avatar.
Il ponte, composto da 99 pannelli di vetro trasparente su tre strati, può essere attraversato solo a piedi per un massimo di 8mila visitatori al giorno. Le autorità locali per rassicurare circa la sicurezza della struttura, ai primi dell’anno hanno fatto attraversare il ponte è stato da un’automobile carica di passeggeri e da un camion di due tonnellate. L’opera unisce due parti della montagna Tianmen, che vuol dire Porta del cielo. Sul ponte possono salire fino a 800 persone per volta. L’opera è costata 22.500 milioni yuan, pari a circa 3 miliardi di euro, il ponte è stato ultimato a maggio scorso, cinque mesi dopo il previsto, a causa delle forti piogge che hanno colpito la zona. Con questa attrazione la provincia centrale dello Hunan, già molto visitata dai turisti cinesi ma non solo, in quanto terra natale di Mao Zedong, storico leader della rivoluzione comunista cinese, prova a incrementare il numero di visitatori in una delle principali mete naturalistiche.

Cina, aperto il più alto (300 metri) e lungo (430 metri) ponte di vetro mai costruito al mondo – FOTOGALLERY, "Il fatto quotidiano", 20-08-16.

sabato 20 agosto 2016

Siria. Le mezze verità dei media.

Come rimanere impassibili davanti alla drammatica fotografia del piccolo Omran Daqneesh che campeggia su tutti i siti e giornali del mondo? Non è possibile e nemmeno giusto. È un’immagine che racconta della tragica situazione di Aleppo, la “nuova Sarajevo”, la città siriana di cui Tempi vi ha parlato tante volte, e non solo in agosto.

L'Italia che funziona. Il ponte sul Bosforo costruito dal gruppo Astaldi.

È l’opera dei record. Il terzo ponte sospeso sul Bosforo, oltre a collegare Europa e Asia, abbraccerà idealmente il Mar Nero e verrà inaugurato il prossimo 26 agosto. A firmarlo c’è il gruppo Astaldi, presente in Turchia dagli Anni Ottanta e che per la realizzazione di questa impresa ha lavorato in joint-venture con la società turca Ic-içta. 

1991. I paesi baltici riacquistano l'indipendenza.

Furono giornate, ore drammatiche, in cui in particolare i popoli baltici, lettoni, lituani, estoni, passarono dalla paura più grande, quella di una restaurazione della repressione sovietica e la fine della perestrojka gorbacioviana, col putsch guidato dai vetero comunisti, alla conquista dell’indipendenza de facto, il 21 agosto del 1991. Ripercorriamo a 25 anni di distanza la cronaca di quei giorni e di quelle ore, che ridisegnarono la mappa dell’Europa orientale e resero la libertà alla Lettonia.