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giovedì 8 febbraio 2018

Jim Carrey dice addio a Facebook e invita gli altri a seguirlo.

L’attore e comico Jim Carrey ha chiuso la sua pagina Facebook, che era seguita da più di 5 milioni di persone, e ha detto di aver venduto tutte le azioni di Facebook che aveva comprato (non si sa quante fossero). Carrey ha scritto su Twitter di averlo fatto perché prima delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016 Facebook «fece soldi grazie alle ingerenze russe» e «continua a non fare niente per fermare la cosa». Carrey ha poi scritto: «Invito tutti gli altri investitori che tengono al nostro futuro a fare come me». Il tweet di Carrey finisce con l’hashtag #unfriendfacebook ed è accompagnato da un suo disegno di Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, e dal simbolo del “dislike” (col pollice all’ingiù anziché all’insù). Carrey ha detto a SiliconBeat, il blog tecnologico del Mercury News, che «il mondo ha bisogno di un capitalismo con una coscienza».

È stato confermato che, prima delle elezioni del 2016, almeno 126 milioni di utenti di Facebook negli Stati Uniti videro post e altri contenuti creati da account riconducibili al governo russo. Ma a fine 2017 anche Twitter – il social network usato da Carrey – disse di aver identificato circa 200 profili legati alle stesse organizzazioni russe che acquistarono annunci pubblicitari su Facebook con l’obiettivo di condizionare la campagna elettorale del 2016.

Jim Carrey se ne è andato da Facebook e dice che dovremmo farlo anche noi, "Il Post", 8-02-18.

lunedì 5 febbraio 2018

Facebook va a gonfie vele, ma il pubblico lo usa sempre di meno.


Facebook continua a produrre grandi ricavi, anche se il tempo trascorso dagli utenti sul social network è diminuito sensibilmente. Nell’ultimo trimestre la società ha registrato 12,97 miliardi di dollari di ricavi, al di sopra delle previsioni degli analisti che avevano stimato 12,54 miliardi di dollari. La crescita dei ricavi è stata del 47 per cento rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In media, un utente rende a Facebook circa 9,72 dollari al giorno. Gli utili netti nell’ultimo trimestre sono stati pari a 4,3 miliardi di dollari, un aumento del 20 per cento su base annua.
Facebook conta 2,13 miliardi di iscritti che utilizzano almeno una volta al mese il suo social network, mentre le persone che si collegano almeno una volta al giorno sono 1,40 miliardi. Il tempo che trascorrono su Facebook è però diminuito negli ultimi mesi. Il CEO della società ha spiegato che nel complesso ogni giorno gli utenti trascorrono 50 milioni di ore in meno su Facebook, un cambiamento dovuto soprattutto alle modifiche effettuate alla sezione Notizie (“News Feed”), quella principale dove si vedono i post dei propri amici e delle Pagine. I dati trimestrali fanno riferimento al periodo prima dell’introduzione di ulteriori modifiche delle ultime settimane, tese a rendere meno frequenti e visibili i post delle Pagine, quindi nei prossimi mesi ci potrebbe essere un’ulteriore riduzione del tempo trascorso giornalmente sul social network da ogni utente.

sabato 3 febbraio 2018

Registro elettronico a scuola. Un flop ?

I docenti usano i loro strumenti per compilare il registro elettronico, strumento che non ha migliorato quasi per niente il rapporto con genitori e alunni e in molte scuole ancora viene affiancato al registro cartaceo. Inoltre, nella maggioranza dei casi, il registro elettronico è stato approvato dagli organi collegiali. Stiamo parlando della sintesi dei dati riferiti alla rilevazione proposta da La Tecnica della Scuola ai propri lettori sul registro elettronico. Complessivamente, hanno risposto al questionario quasi 1500 lettori.


Vediamo nello specifico cosa hanno risposto i docenti ai quattro quesiti.

Alunni e genitori sempre più lontani dai docenti

Per quanto riguarda il primo quesito, il risultato è piuttosto netto e incontrovertibile: per l’81,5% dei docenti il registro elettronico non ha portato alcun miglioramento nel rapporto con alunni e genitori, contro un modesto 18,5%. Questo dato, purtroppo, rileva come lo strumento che avrebbe dovuto avvicinare la scuola e le famiglie in realtà non ha funzionato per niente. Probabilmente, fra le varie motivazioni, si possono collegare le altre problematiche presenti nel questionario, ma bisogna riflettere sul fatto che per i docenti lo strumento al momento è insoddisfacente da questo punto di vista.

Saggia decisione del Consiglio di Stato sui corsi universitari svolti soltanto in lingua inglese.

No ai corsi universitari svolti soltanto in lingua inglese, senza italiano: è questa la decisione giuridica che archivia un contrasto tra il Politecnico di Milano e un nutrito gruppo di professori contrari alla riforma deliberata nel 2012, pensata per favorire gli studenti stranieri e quelli italiani nell'apprendimento dell'inglese, ma finita per essere esclusiva al contrario.                                                                                               -----------------------------------------------------------
No ai corsi universitari svolti soltanto in lingua inglese: la decisione del Consiglio di Stato, che ha confermato una precedente pronuncia del Tar della Lombardia, pone termine ad una diatriba durata circa 6 anni tra il Politecnico di Milano e un gruppo nutrito di professori contrari alla riforma deliberata nel 2012. La materia del contendere non era tanto che venisse utilizzata una lingua straniera (sempre l’inglese) per lo svolgimento di corsi di laurea magistrale e di dottorato, quanto che ciò avvenisse in modo esclusivo, con una totale estromissione dell’italiano nello studio delle materie insegnate.
La pronuncia è riferita solo a questa vicenda, ma ha un significato più generale per le argomentazioni svolte, tutte in linea con altra decisione analoga della Corte Costituzionale nel 2017 sempre sulla stessa materia.

Il rapporto tra lingua nazionale e straniera, la tutela dell’identità della nazione rispetto ai processi di internazionalizzazione sociale e culturale, la connessione tra strumento linguistico e materie insegnate: sono questi i temi principali affrontati nelle decisioni, ispirate ad una interpretazione delle norme in conformità dei principi costituzionali su cui è fondata la Repubblica.

mercoledì 31 gennaio 2018

I "Big Five" dell'editoria mondiale.


Qualche giorno fa il sito britannico di notizie sull’editoria The Bookseller ha pubblicato alcuni dati sul mercato dei libri nel Regno Unito secondo cui nel 2017 la quota di mercato complessiva dei quattro più grandi gruppi editoriali attivi nel paese – i cosiddetti “Big Four” – era diminuita. È passata dal 47,8 per cento del 2016 al 46,8 per cento del 2017, arrivando a valere circa 744,8 milioni di sterline (cioè più di 851 milioni di euro).
Anche se questi dati riguardano solo il Regno Unito, sono importanti per il mondo dei libri in generale, sia perché il mercato dell’editoria in lingua inglese è il più grande di tutti, sia perché non si può escludere che in futuro grandi gruppi editoriali stranieri investano di più in Italia, dove l’intera editoria (escludendo scolastica e testi tecnici) nel 2017 ha fatturato 1,485 miliardi di euro. Per questo abbiamo messo insieme una guida per saperne un po’ di più sul loro conto.

I tracker per lo sport mettono a rischio la segretezza delle basi militari ?


L'aeroporto militare statunitense nei pressi della città di Bagram,
a sudest di Charikar nel Parvan, in Afghanistan (Strava.com)
 
Un sito molto popolare utilizzato per condividere online i dati sulla propria attività fisica rivela, con un alto livello di dettaglio, la posizione e gli spostamenti di migliaia di soldati impegnati in alcune delle più pericolose zone di guerra del mondo, e potrebbe mettere a rischio la loro sicurezza. Strava.com dà la possibilità ai suoi iscritti di condividere i dati sulle corse (a piedi o in bicicletta) raccolti dai loro dispositivi per lo sport: tracker che di solito comprendono un rilevatore GPS per ricostruire il percorso seguito durante ogni sessione. I dati raccolti dal sito vengono poi inseriti in forma anonima su una mappa, dove sono “illuminati” e resi evidenti i percorsi più seguiti. Nelle grandi città la mappa è un groviglio di strade in evidenza, mentre in zone desertiche come quelle del Medio Oriente è quasi completamente scura, fatta eccezione per le aree intorno alle basi militari dove sono attivi dei soldati, per lo più statunitensi.
                                     La “Global Heat Map” di Strava

lunedì 29 gennaio 2018

Omaggio a Ingvar Kamprad, fondatore di IKEA.


“Se pratico il lusso, non posso predicare il risparmio. È una questione di buona leadership”. Un imperativo categorico che aveva la consistenza di un biglietto da visita. Su di esso c’era il nome di un uomo battezzato Ingvar Kamprad, cresciuto nella fattoria Elmtaryd, all’interno del villaggio di Agunard, in Svezia. Mettete insieme le iniziali dei quattro nomi ed ecco venir fuori la sua creatura: IKEA.

Per il magazine Veckans Affarer era l’uomo più ricco del mondo. Forbes lo aveva piazzato al quarto posto. Tuttavia la primavera del 2005, con la perdita di valuta del dollaro americano, consegnò a Kamprad la testa indiscussa della classifica dei plurimiliardari planetari stimando la sua fortuna intorno ai ventotto miliardi di dollari americani (anche se per il provider tedesco T-Online i miliardi erano cinquantatré).
In ogni caso il suo vero record fu quello di miliardario più frugale. Era lui, infatti, l’uomo che meglio impersonava il concetto di low cost style con un rigore e una coerenza da far spavento. Negli spostamenti: volava in economy (“perché buttare i soldi in business, per un bicchiere di champagne?”),  disdegnava grandi hotel e le automobili di lusso (aveva una Volvo vecchia di quindici anni ma andava in ufficio in metropolitana); nel mangiare (faceva la spesa quando il mercato sotto casa era in chiusura, evitava i ristoranti noti e pranzava spesso al self service del suo magazzino) o nei consumi: nel 2008 si lamentò per aver pagato ventidue euro un taglio di capelli nei Paesi Bassi, da quel momento ci pensò la moglie o se li faceva tagliare quando si trovava in paesi in via di sviluppo, come il Vietnam. E poi niente sprechi (ai dipendenti raccomandava di scrivere su entrambi i lati di ciascun foglio di carta, prima di buttarlo via); niente negozi (non indossava nulla che non fosse stato acquistato nei mercatini); niente extra (quando dal frigo bar di una camera d’albergo prendeva una bevanda, la rimpiazzava immediatamente con una comprata al supermercato).
Qualcuno diceva fosse tirchio, altri insinuavano che questo atteggiamento fosse parte integrante di una strategia di comunicazione. Lui diceva semplicemente: “Voglio dare il buon esempio”. In ogni caso la sua parsimonia entrò presto nella leggenda.

sabato 27 gennaio 2018

Come faremo a comunicare con i futuri abitanti della Terra ?




Negli anni, il problema di gestire le scorie nucleari, tenendole isolate in luoghi dove non possono nuocere alle persone, ha obbligato gli scienziati a interrogarsi su un’altra questione, collegata alla prima: visto che i materiali radioattivi continuano a essere pericolosi per migliaia di anni, dovremmo avvertire gli esseri umani del futuro remoto di non avvicinarsi troppo.
Come possiamo farlo tenendo conto che nessun linguaggio scritto e nessuna lingua della storia è mai durata per così tanto tempo?

Non si può escludere che fra centomila anni l’umanità potrebbe essersi estinta, oppure aver subito una forte involuzione tecnologica ed essere tornata all’età del bronzo. Per questo né gli alfabeti né le lingue attuali vanno bene e nemmeno i simboli che comunemente associamo al concetto di pericolo, visto che nel tempo potrebbero cambiare significato. In un video Vox ha riassunto le riflessioni fatte dagli scienziati su questo tema dagli anni Sessanta a oggi. Una delle idee per risolvere il problema, pensata dai filosofi François Bastide e Paolo Fabbri nel 1984, era basata sull’uso di gatti modificati geneticamente per illuminarsi in presenza di oggetti radioattivi.

Il problema di comunicare con chi ci sarà tra centomila anni, "Il Post", 26-01-18. 

giovedì 25 gennaio 2018

I progetti ambiziosi di Elon Musk per il futuro.


Tesla ha annunciato il nuovo piano di retribuzione per il suo CEO, Elon Musk, e prevede obiettivi estremamente ambiziosi. Musk sarà pagato solo se Tesla – il più importante e promettente produttore di auto elettriche negli Stati Uniti – raggiungerà un valore di mercato enorme, che nello scenario più ottimistico prevede i 650 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Se non ci riuscirà, Musk non riceverà nemmeno un centesimo dall’azienda che ha contribuito a fondare e a portare agli attuali successi.
L’annuncio di Tesla è stato diffuso martedì 23 gennaio, con un’anticipazione sul New York Times, e mette fine a mesi di ipotesi sul futuro di Musk al suo interno. Tempo fa Musk disse di voler rimanere a capo dell’azienda fino alla messa in vendita della Model 3, la prima auto elettrica prodotta da Tesla pensata per il mercato di massa e della quale è iniziata da poco la produzione su larga scala, seppure con ritardi e imprevisti che stanno allungando i tempi di consegna. Nel 2014 Musk cambiò versione, dicendo di essere interessato a rimanere più a lungo a seconda dell’andamento delle vendite e dell’azienda in generale. Con l’uscita della Model 3 molti analisti erano tornati a chiedersi che cosa volesse fare il CEO di Tesla, e infine hanno avuto una risposta.

mercoledì 24 gennaio 2018

Festa grande per i lettori della casa editrice Adelphi.


Dal 16 gennaio al 15 febbraio i libri della casa editrice Adelphi sono scontati del 25 per cento, sul sito, nelle librerie e sui rivenditori online. Lo sconto è previsto dalla legge Levi sui libri del 2011, che stabilisce che non possa superare il 25 per cento del prezzo di copertina, e che consente a ogni editore di protrarlo non più di un mese l’anno e mai a dicembre (quello in cui si vendono più libri per i regali delle feste). È quindi una buona occasione per comprare qualche grande classico o qualche nuova chicca di Adelphi, uno degli editori italiani più raffinati nei contenuti ed eleganti nella grafica.

lunedì 22 gennaio 2018

I mini-droni protagonisti delle guerre future.


Oltre due milioni di visualizzazioni in poche settimane, considerando solamente il canale YouTube. Sono questi i numeri ottenuti da Slaughterbots, il cortometraggio prodotto e distribuito da Future of Life, un’organizzazione sostenuta anche da Elon Musk e Stephen Hawking.
La scena shock arriva dopo 5 minuti dall’inizio colpendo dritto al cuore l’immaginazione di chi, fino a quel punto, credeva solo di assistere a un’affascinante presentazione commerciale di un CEO della Silicon Valley. Dal bagagliaio di un van esce uno sciame di mini droni, grandi quanto il palmo di una mano.

Con chi ti saresti alleato durante la seconda guerra mondiale ?


Col senno di poi è facile giudicare le azioni e le scelte delle persone che hanno vissuto in altri periodi storici, ma mettersi davvero nei loro panni non è semplice perché non avremmo mai potuto essere noi stessi, quelli che siamo oggi, con le idee che abbiamo oggi, se fossimo nati cinquanta, cento o cinquecento anni fa, dato che il contesto storico influenza necessariamente la personalità delle persone. Con questa consapevolezza Pierre Bayard, professore di letteratura francese all’Università di Parigi VIII e psicoanalista, ha fatto una specie di esperimento mentale per provare a capire come si sarebbe comportato se fosse stato un giovane uomo durante la Seconda guerra mondiale, da che parte sarebbe stato e come avrebbe agito. L’esperimento è un saggio, intitolato Sarei stato carnefice o ribelle? e da poco pubblicato in Italia da Sellerio, tradotto da Andrea Inzerillo.

Come prima cosa Bayard – che ha 64 anni – ha costruito la personalità di un proprio “personaggio delegato”: non un suo doppio ma qualcuno con «caratteristiche intellettuali, sociali e psicologiche» simili alle sue, per poi metterlo nel contesto delle Francia durante la Seconda guerra mondiale e immaginare la sua vita in quella situazione. Per costruire questo personaggio Bayard si è basato su tre cose: su alcuni principi psicologici sui comportamenti collettivi e individuali in periodi di crisi; sui comportamenti avuti da lui stesso nel corso della sua vita in momenti drammatici; sulla storia dei suoi familiari vivi all’epoca e in particolare di suo padre, con cui condivideva molte caratteristiche intellettuali.
Per il suo personaggio Bayard ha scelto la stessa data di nascita di suo padre, nel gennaio del 1922. Una volta definite le caratteristiche di questo personaggio e il suo “punto di partenza” nel 1939, anno di inizio della guerra mondiale, Bayard immagina passo dopo passo le sue scelte e le sue azioni basandosi su varie testimonianze dell’epoca, oltre che sul proprio carattere e su riflessioni psicologiche.
Pubblichiamo di seguito un capitolo della seconda parte del libro, che fa capire il metodo che Bayard ha usato per immaginare il suo personaggio delegato: in questo caso si è basato sull’autobiografia di un combattente della Resistenza che aveva 19 anni nel 1940 per capire che tipo di reazioni avrebbe avuto all’armistizio tra Francia e Germania firmato il 22 giugno di quell’anno.
                                                                          

sabato 20 gennaio 2018

La Svezia si prepara alla guerra ?


La Svezia ha annunciato che nel 2018 distribuirà a 4,7 milioni di famiglie svedesi degli opuscoli contenenti istruzioni su cosa fare in caso di guerra. Gli opuscoli, che secondo il quotidiano locale Aftonbladet verranno consegnati tra maggio e giugno, spiegheranno come prendere parte alla “difesa totale” in caso di conflitto e come garantirsi continuo accesso ad acqua, cibo e riscaldamento. La decisione di stamparli e distribuirli, ha detto il governo svedese, è stata presa a causa delle crescenti minacce alla sicurezza nazionale emerse negli ultimi anni, soprattutto alla sempre maggiore aggressività della Russia fuori dai suoi confini.

domenica 14 gennaio 2018

Il sonno come antidoto contro l'ansia e la depressione.


Dormire otto ore per notte fa bene alla salute e non solo a quella del corpo. Uno studio appena pubblicato sul "Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry" da Meredith Coles e Jacob Nota, della Binghamton University, nello stato di New York, dimostra infatti che un sonno inferiore alle otto ore raccomandate dai medici è correlato a una maggiore difficoltà a evitare pensieri negativi e intrusivi.

I ricercatori hanno registrato i cicli e la durata complessiva del sonno in un gruppo di soggetti con un alto livello di pensieri negativi ripetitivi, che sono la manifestazione di quella che gli psicologi definiscono "ruminazione ansiosa". Ai soggetti sono state poi presentate alcune immagini in grado di scatenare una risposta emotiva, mentre un sistema automatico tracciava i loro movimenti oculari.



Coles e Nota hanno così scoperto che la mancanza di sonno o la sua cattiva qualità erano associate a una notevole difficoltà del soggetto a distogliere l’attenzione dalle informazioni negative contenute nelle immagini. Una possibile interpretazione di questa correlazione è che un sonno inadeguato contribuisca a rendere il soggetto più esposto alla ruminazione ansiosa e alla fissazione su preoccupazioni e pensieri negativi.

"Le persone coinvolte nello studio hanno mostrato alcune tendenze ad avere pensieri negativi ossessivi, e l'elevato livello di questi pensieri negativi rende loro difficile distogliere l'attenzione dagli stimoli negativi a cui li abbiamo esposti", ha spiegato Coles. "Mentre in condizioni normali le persone sono in grado di ricevere informazioni negative e andare avanti, i partecipanti allo studio hanno dimostrato di avere notevoli dei problemi a ignorarle".

Il dato emerso è di notevole importanza, 


poiché si ritiene che i pensieri negativi ossessivi siano una componente importante in diversi tipi di disturbi psicologici.


"Col tempo ci siamo convinti che l'aspetto della mancanza di sonno abbia un ruolo fondamentale: i pensieri negativi e ripetitivi sono rilevanti per esempio nell’ansia e nella depressione”, ha aggiunto Coles. “Il nostro studio è innovativo poiché indaga per la prima volta la connessione tra la deprivazione di sonno e i meccanismi neuropsicologici che ci consentono di ignorare i pensieri negativi”.

Si tratta in ogni caso di risultati preliminari. Gli autori ritengono infatti che occorreranno ulteriori studi per indagare a fondo la questione e per verificare in particolare se la mancanza di sonno è correlata solo all’insorgere di ansia e depressione oppure se contribuisce a mantere un disturbo già in atto. Se la teoria di Coles e colleghi fosse corretta, lo studio potrebbe aprire la strada a trattamenti psicologici che comprendano anche cicli di sonno più salutari


Le fissazioni ansiose di chi dorme poco o male, "Le Scienze", 9-01-18.

"J'Accuse...!" : 120 anni fa.


Dunque erano in sette. C’era una signora delle pulizie, un colpevole, un innocente, un indagatore, un sabotatore, un dilettante e un romanziere. Poi un inverno gelido, i malanni di due vecchi che si rivelarono decisivi e un paio di determinanti cadute da cavallo: la prima rivelatoria, la seconda definitiva. Ma anche una parata di graduati, dove però sarebbe stato l’ultimo della fila, un solerte tirapiedi, a rivelarsi risolutivo. E perfino un cronista, chiamato il Tigre, che si sarebbe fatto Primo Ministro. Con un universo intero dietro di loro, composto da politici, falsari, spie, nobili, eroi e vittime. Una umanità divorata dalle apparenze, dal potere, dalla verità, dall’orgoglio, dallo zelo o dalla coscienza. Un mondo che, dopo questa storia, il più incredibile giallo dei tempi moderni, sarebbe cambiato per sempre. Senza cambiare nulla.

lunedì 8 gennaio 2018

giovedì 28 dicembre 2017

I ritardi della giustizia in Italia. Un caso da primato.

La Corte d’Appello di Venezia ha emanato una sentenza sulla causa in corso più antica d’Italia, avviata nel 1976 contro lo Stato per una decisione della Capitaneria di porto di Venezia sul lungomare del Cavallino. Tutto era iniziato nel 1966, quando dopo una forte mareggiata la Capitaneria aveva ridisegnato i confini dei terreni del litorale sottraendone alcuni ai privati, che avevano fatto causa allo Stato. Nel 1992 il Tribunale di Venezia aveva dato ragione allo Stato, mentre oggi la Corte d’Appello ha deciso che le modifiche della Capitaneria non erano sufficientemente motivate. Ora lo Stato potrebbe ricorrere in Cassazione, allungando ulteriormente i tempi della causa.

La Corte d’Appello di Venezia è arrivata alla sentenza sulla causa in corso più antica d’Italia, avviata nel 1976, "Il Post", 28-12-17.

sabato 9 dicembre 2017

Anche Trump 'grazia' un tacchino.


Martedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha partecipato alla sua prima cerimonia della “grazia al tacchino”, un rito a cui si prestano da diversi anni i presidenti americani e che consiste nel salvare un tacchino evitando che finisca su una tavola il giorno del Ringraziamento. Il tacchino di quest’anno si chiamava Drumstick, ed è stato graziato insieme a Wishbone: per tradizione, ne vengono graziati due, anche se soltanto uno partecipa alla cerimonia (Drumstick, in questo caso) e il secondo è di riserva. Entrambi saranno trasferiti all’università di Virginia Tech, insieme ai due graziati lo scorso anno, dove passeranno il resto della loro vita.

giovedì 7 dicembre 2017

Workampers: l'altra faccia del benessere americano.

Milioni di americani lottano con l’impossibilità di sostenere un normale stile di vita da classe media. In tante case nel Paese il tavolo di cucina è sommerso dalle bollette da pagare. Nella notte le luci restano accese fino a tardi. I conti vengono fatti e rifatti, sempre gli stessi, fino all’esaurimento e alcune volte alle lacrime.

Dallo stipendio, togli gli scontrini del supermercato. Togli le spese mediche. Togli gli addebiti sulla carta di credito. Togli le fatture delle utenze. Togli le rate del prestito per gli studi e quelle della macchina. E togli la voce più grossa di tutte: l’affitto.

Nel mezzo del sempre più ampio divario tra entrate e uscite, si fa strada una domanda: a quale parte di vita sei disposto a rinunciare, per poter continuare a vivere?

mercoledì 6 dicembre 2017

I motivi per cui lo smartphone danneggia la mente dei giovani.


La diffusione del mondo digitale e della sua poderosa strumentazione, affascinante e in continuo progresso, è così invasiva nei giovani da occupare il loro interesse e il loro tempo al punto da distrarli dall’educazione scolastica tradizionale e da fare spazio al dibattito sullo 'smartphone al scuola' (che su queste colonne ha già visto l’intervento del professor Roberto Carnero e del dottor Carlo Bellieni, ndr). Ciò pone il problema delle ragioni che ne stanno alla base e, come direbbe un medico, della eziologia, della diagnosi e delle possibili indicazioni terapeutiche. Perché il giovane è così attratto dal suo smartphone osimilia? La mia risposta è che l’interesse di tutti e particolarmente dei più giovani per le diavolerie del mondo digitale, dipende dal loro apparire come un gioco, un gioco nuovo, divertente che rappresenta il futuro e che è percepito come vincente su un’istruzione forse datata e giudicata non al passo con la velocità e le necessità dei tempi moderni.

lunedì 4 dicembre 2017

Chi si occupa dei disabili, in Italia ?

Giornata internazionale disabili, i troppi ritardi che ricadono sulle famiglie. 

L’Italia in (forte) ritardo nell'inclusione sociale delle persone con disabilità. Pochi i servizi e le forme di assistenza strutturata, l'onere ricade sulle famiglie, sempre più in difficoltà.

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, celebrata domenica 3 dicembre, il punto degli esperti dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma. Sono circa 4 milioni e mezzo le persone con disabilità nel nostro Paese. Sostanzialmente inattuate la Convenzione ONU recepita dal nostro Paese nel 2009 e la legge 104 del 1992. Oltre un terzo delle persone disabili vive da solo , quindi con maggiore rischio di vulnerabilità. Inoltre, le persone con disabilità hanno un livello di istruzione mediamente più basso e accedono di meno al lavoro rispetto alla popolazione generale, penalizzate soprattutto le donne. Troppo basso rispetto ad altri Paesi UE la quota di Pil destinata a politiche per la disabilità. Finanziamenti sbilanciati sul fronte pensionistico, scarsi i servizi per le persone disabili e i loro familiari.

domenica 3 dicembre 2017

Computer sempre più veloci.


A fine luglio, gli operai dell'Oak Ridge National Laboratory, in Tennessee, hanno iniziato a riempire una stanza grande come una caverna con i pezzi di un colosso del calcolo automatico: fila per fila, hanno installato unità di calcolo ordinatamente impilate, circa 290 chilometri di cavo in fibra ottica e un sistema di raffreddamento capace di far circolare tanta acqua quanta ne contiene una piscina. Il Dipartimento dell'energia degli Stati Uniti (DOE) si aspetta che l'anno prossimo, quando sarà pronta, questa macchina da 280 milioni di dollari chiamata Summit, consentirà agli Stati Uniti di riconquistare un primato perso dal 2012: ospitare il supercomputer più veloce del mondo.


Summit è progettato per funzionare a una velocità di picco di 200 petaflop: cioè, è in grado di effettuare fino a 200 milioni di miliardi di "operazioni in virgola mobile" – un tipo di aritmetica computazionale – ogni secondo. Questo renderebbe Summit più veloce del 60 per cento rispetto all'attuale primatista mondiale cinese.

Per molti informatici, il completamento di Summit è solo una fase di un processo molto più grande. In tutto il mondo, gruppi di ingegneri e scienziati puntano al prossimo salto nella capacità di elaborazione: i computer a "esascala", in grado di raggiungere velocità di calcolo di 1000 petaflop o più.

sabato 2 dicembre 2017

Piccola guida alla geografia degli Stati Uniti.


La geografia degli Stati Uniti non è complicata solo perché ci sono 50 stati da ricordare, ognuno con le sue collocazioni, peculiarità e capitali non scontate (quella della California è Sacramento, per esempio). Sia per la cultura americana sia per il fisco esistono regioni trasversali che si estendono in vari stati, e che vanno oltre i cassetti a cui siamo abituati. Negli ultimi mesi abbiamo sentito spesso parlare del Midwest e del peso che i suoi abitanti hanno avuto alle ultime presidenziali, per esempio; uno dei libri autobiografici di maggior successo usciti negli ultimi anni negli Stati Uniti parla invece di un’altra zona un po’ oscura, quella degli Appalachi. Poi c’è il New England, che a molti potrebbe sembrare il nome di uno stato, e invece indica una zona culturale fra le più omogenee del paese. Eccetera. Di seguito un po’ di informazioni, utili per conoscere meglio gli Stati Uniti e per fare un figurone ai giochi di geografia.

Immigrazione. Un'analisi controtendenza.


La teoria economica classica afferma che l’afflusso netto di immigrazione, come il libero commercio, porta beneficio alla popolazione autoctona dopo un certo periodo di tempo. Ma la ricerca più recente sta aprendo grossi interrogativi sulla questione, mentre le reali conseguenze sociali e politiche dell’apertura delle frontiere nazionali suggeriscono altresì l’opportunità di mettere dei limiti all’immigrazione.

La sociologia, l’antropologia e la storia hanno fatto grandi progressi nel dibattito sull’immigrazione. Sembra che l’Homo oeconomicus, che vive solamente per guadagnarsi il pane, sia stato messo da parte in favore di uno per il quale il senso di appartenenza è almeno tanto importante quanto il mangiare.

Questo ci fa dubitare del fatto che l’ostilità verso l’immigrazione di massa sia una mera protesta verso la perdita di posti di lavoro, la depressione dei salari e la crescita delle disuguaglianze. L’economia ha certamento giocato una parte nel rilancio delle identità politiche, ma la crisi di identità non può essere espunta semplicemente attraverso le riforme economiche. Il benessere economico non è equivalente al benessere sociale.

giovedì 30 novembre 2017

Scuola. La sana rivolta contro la melassa buonista e il politicamente corretto.

Comunicato stampa
Sondaggio: la scuola deve essere più severa sulla condotta 
e più esigente sulla preparazione degli studenti

- Per il 67% degli italiani la scuola è troppo poco severa riguardo alla condotta degli allievi;
- il 68% giudica sbagliata la recente abolizione della bocciatura per l’insufficienza in condotta;
- il 59% pensa che la scuola sia troppo poco esigente riguardo alla preparazione degli studenti;
- il 75% considera utili i compiti a casa;
- più del 50% è venuto a sapere che durante gli esami si copia.
Dunque i risultati del sondaggio (in allegatodicono che in grande maggioranza l’opinione pubblica non condivide gli orientamenti pedagogici che hanno caratterizzato, con rarissime eccezioni, le politiche scolastiche degli ultimi decenni.
Dall’orizzonte ministeriale è infatti sparito il valore dell’impegno, dello studio e dell’esercizio costanti (a scuola, ma anche a casa). La colpa dell’insuccesso sembra essere esclusivamente della scuola, di una didattica sbagliata, di un’insufficiente “personalizzazione” dell’apprendimento. Gli esami poi sono stati via via aboliti e i due rimasti (terza media e maturità) resi sempre meno impegnativi.

lunedì 20 novembre 2017

Vuoi vivere almeno dieci anni in più ? Segui lo stile degli Amish.


Chi non lo sogna? Vivere più a lungo e stare meglio. Un team internazionale di ricercatori ha scoperto una mutazione genetica lo permette, osservata nella comunità Amish di Berne, cittadina di poco più di 4mila abitanti nell’Indiana (USA). Il patrimonio genetico dei suoi concittadini, modificatosi nel corso dei secoli, consentirebbe loro di “campare” in media 10 anni in più.

sabato 18 novembre 2017

Guida alla sesta edizione di Bookcity.


Bookcity è arrivata alla sesta edizione ed è una manifestazione di quattro giorni che si svolge a Milano ed è dedicata ai libri e alla letteratura. È tra i più importanti eventi italiani dedicati ai libri ed ha la particolarità di svolgersi in giro per vari luoghi di Milano. Bookcity è iniziata il 16 novembre ma i giorni con più eventi sono oggi e domani, sabato 18 e domenica 19 novembre. Durante Bookcity vari spazi (più di 200) di Milano – librerie, ovviamente, ma anche negozi non di libri e spazi pubblici – ospitano eventi dedicati ai libri e alla lettura. Il centro dell’evento sarà, come al solito, il Castello Sforzesco. La manifestazione si chiuderà il 19 novembre alle 21 al Teatro Franco Parenti con un omaggio a Umberto Eco, che nel 2012 inaugurò la prima edizione di Bookcity.
Sul sito di Bookcity è possibile trovare informazioni sui principali temi di questa edizione, su tutti i luoghi in cui sono programmati gli eventi di oggi e domani e sui tanti personaggi (autori di libri ma non solo) presenti alla manifestazione. L’intero programma, in versione PDF, è qui.

giovedì 16 novembre 2017

Paese che vai, biblioteca che trovi.


A Tianjin, una città della Cina a circa 100 chilometri da Pechino, è stata aperta il primo di ottobre una nuova biblioteca pubblica progettata dallo studio di design olandese MVRDV in collaborazione con gli architetti cinesi del TUPDI, l’istituto di urbanistica locale. L’edificio – che contiene 1,2 milioni di libri e ha una superficie totale di quasi 34.000 metri quadrati – ha un’architettura molto particolare. Al centro di tutto c’è un auditorium sferico, intorno le pareti hanno una strana forma sinuosa e una struttura fatta di gradoni che insieme delimitano gli spazi e sono sia le mensole su cui si trovano i libri che i ballatoi per muoversi da un piano all’altro e lungo i piani. Vista da fuori, la biblioteca ricorda la forma di un occhio.

 La biblioteca di Tianjin è stata costruita in soli tre anni e fa parte di un nuovo quartiere con cinque grandi edifici tutti commissionati a famosi studi di architettura. I tempi molto stretti con cui la città ha completato la costruzione, tuttavia, hanno comportato che non tutto fosse realizzato subito. Secondo il progetto, le mensole più alte della biblioteca dovevano essere raggiunte da corridoi e stanze costruite dietro di loro, corridoi e stanze che però per ora non sono stati realizzati. Molti dei libri che si vedono nella biblioteca sono disegnati su delle strisce di alluminio incollate alle pareti.

mercoledì 15 novembre 2017

L'America degli Anni Sessanta attraverso le foto di Richard Avedon e i saggi di James Baldwin.


Nel 1964 gli statunitensi Richard Avedon e James Baldwin – rispettivamente un importante fotografo e un importante scrittore – pubblicarono Nothing Personal, un libro sull’identità americana uscito in un momento centrale delle lotte per i diritti civili. Taschen ne ha da poco pubblicato una nuova edizione, con fotografie inedite e un’introduzione di Hilton Als, scrittore e Premio Pulitzer per il giornalismo di critica; il 17 novembre sarà inaugurata una mostra con il materiale del libro alla Pace Gallery di New York che durerà fino al 13 gennaio.

sabato 11 novembre 2017

I Vichinghi ? Hanno distrutto tutte le foreste dell'Islanda.

Una delle cose per cui è nota l’Islanda è la quasi totale assenza di alberi sul suo territorio. Alcuni piccoli boschi ci sono, ma molti meno rispetto agli altri paesi nordici perché tra l’Islanda subì un grosso processo di deforestazionetra il nono e l’undicesimo secolo, quando per la prima volta delle persone si stabilirono sull’isola. La carenza di alberi è una delle caratteristiche che rendono unico il paesaggio dell’Islanda, e lo hanno fatto diventare spesso un set di film e serie tv, ma è anche una fonte di problemi, sia per l’agricoltura che per il clima del paese. Per questa ragione molti gruppi di volontari stanno cercando di piantare e far crescere nuovi alberi. Il New York Times ha pubblicato un articolo sui loro sforzi e sulle difficoltà che devono affrontare.


mercoledì 8 novembre 2017

La mancanza di sonno manda in crisi il cervello.

La privazione del sonno mina la capacità delle cellule cerebrali di comunicare tra loro, portando a parziali blackout mentali che influenzano in particolare la memoria e la percezione visiva. A dimostrarlo è un gruppo diricercatori dell'Università di Tel Aviv e dell'Università del Wisconsin a Madison - fra cui gli italiani Giulio Tononi e Chiara Cirelli - che firmano un articolo su "Nature Medicine".

I ricercatori hanno analizzato la funzionalità neuronale in un gruppo di pazienti con epilessia nel cui cervello erano stati impiantati elettrodi per individuare l'origine delle crisi epilettiche prima dell'intervento chirurgico: poiché la mancanza di sonno facilita lo scatenamento di una crisi, questi pazienti sono tenuti svegli per tutta la notte che precede l'esame.

sabato 4 novembre 2017

Sopravviverà la scuola italiana alla demagogia ?


Un articolo quanto mai opportuno di G. Ragazzini per descrivere lo stato in cui si trovano troppe delle nostre scuole, dove il rispetto, da parte di certi studenti, delle più elementari norme del vivere civile, rappresenta ormai, più che un optional, un obiettivo del tutto dimenticato. Al termine, i video sull'episodio.

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Pubblichiamo la lettera da noi inviata l'altro ieri alla Ministra dell'Istruzione, a commento di un corsivo di Massimo Gramellini sul grave affronto a un'insegnate messo in atto a Mirandola. Da decenni, con rarissimi momenti di resipiscenza, il ministero diffonde e spesso impone una pedagogia del dialogo a tutti i costi, mentre scredita e limita ben al di sotto della sufficienza le sanzioni, che sarebbero in quest'ottica l'opposto dell'educazione (è recente l'abolizione della bocciatura per cattiva condotta). Buona parte dei dirigenti - e comprensibilmente non pochi colleghi - si sono adattati a questa ideologia totalmente contraria all'interesse educativo dei giovani. Nessuna meraviglia, quindi, che episodi vergognosi di questo tipo siano da tempo frequentissimi e che, anche quando non si arriva a tanto, il rispetto delle regole più ovvie richieda spesso fatica e perdite di tempo a non finire. 

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Gentile ministra Fedeli,
sul "Corriere della Sera" di stamani Massimo Gramellini racconta - desolatamente - un episodio, uno tra i tanti che non arrivano sui giornali, verificatosi in una classe della scuola italiana: uno studente ha tirato il cestino dei rifiuti in testa all'insegnante in cattedra, che non ha reagito, neppure alzando la testa. Certo perché sapeva che nella sua scuola, come in tantissime altre, non si punisce chi si comporta male. E come lapidariamente scrisse Leonardo da Vinci: "Chi non punisce il male, comanda che si faccia". Un'infinità di colleghi sono costretti a non reagire (o lo fanno senza risultati) nella scuola dei condoni educativi, parte della società dei condoni di ogni tipo. Aggrava la posizione del tiratore il fatto che si sia accordato con un compagno perché filmasse tutto col cellulare per poi diffonderlo in rete. Il che dovrebbe anche suggerire un’ulteriore riflessione sull’opportunità di sdoganare gli smartphone come strumenti didattici.