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giovedì 15 novembre 2012

Rodolfo Graziani, l'UCEI e il dovere di non dimenticare.

 Il Presidente dell'UCEI, Renzo Gattegna.

di  A. Lalomia

L’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia  (UCEI), in una mozione approvata all’unanimità nel Consiglio di domenica 28 ottobre 2012, ha dichiarato Rodolfo Graziani figura “non degna di memoria” e   tantomeno “di onori”  1 . 
 Il sacrario a Graziani.
Nello stesso documento, si condanna l’utilizzo di denaro pubblico per costruire il sacrario di Affile, di cui si chiede “fermamente la demolizione”.
Si tratta di un’importante  -e pienamente condivisibile-  decisione, perché esprime con grande risolutezza il giusto sdegno nei confronti di un personaggio che è stato accusato in sede internazionale per crimini di guerra e nel nostro Paese è stato condannato ad una pena detentiva di diciannove anni, ridotti poi a due grazie all’amnistia.
Ma al di là della condanna morale e storica del soggetto, ciò che risulta più intollerabile, nella costruzione del sacrario di Affile, è proprio il ricorso al denaro pubblico, in particolare della regione Lazio  (con uno stanziamento di circa 180.000,00 €).   La scelta della regione appare ancora più ingiustificabile quando si pensi che lo stesso ente sta procedendo da tempo a tagli micidiali in settori di grande rilevanza sociale, a partire da quello della sanità pubblica, con gravi ripercussioni sulla salute di quelle centinaia di migliaia di malati che non possono permettersi di pagare le cifre proibitive del settore privato.
Per non parlare degli scandali vergognosi e della banditesca dissipazione di denaro pubblico all’interno della Regione che sono emersi proprio di recente.
Un grazie dunque all’UCEI per aver preso posizione in modo netto su una vicenda che meriterebbe maggiore attenzione dei media italiani e una doverosa condanna da parte di uomini di cultura e di coloro i quali credono ancora in certi valori e sono convinti della necessità di non dimenticare.

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Note

1   Cfr. anche i bei post di Tobia Zevi, Graziani e i conti che non tornano,   e   Voci a confronto  entrambi su Moked.   Vale comunque la pena ricordare che per la decisione di costruire il monumento, soprattutto con denaro pubblico, sono state avviate iniziative legali sia contro il sindaco di Affile, sia contro il Presidente della Regione Lazio.  Inoltre, sono state presentate interrogazioni e interpellanze da parte di parlamentari del PD:  quella del Sen. Vincenzo Maria, del 6-09-12  (interrogazione a risposta orale  3/03033);  quella degli Onorevoli Jean Leonard Touadi e Guido Melis, del 17-09-12  (interrogazione a risposta scritta 4-17645); quella dell'On. Michele Meta  (interpellanza del 23-10-12, firmata da diversi altri esponenti del suo partito), di  media esteri  (e tra loro il New York Times, la BBC, il Daily Telegraph e El Pais)  hanno espresso subito e in modo netto la loro riprovazione.  Suscita peraltro sorpresa che un monumento di così modesta fattura sia costato circa 130.000.



2  In genere Graziani viene ricordato per le efferatezze commesse nelle nostre colonie, a danno soprattutto delle popolazioni locali  (tanto spietate che a un certo punto Mussolini lo rimosse dal suo incarico).  In realtà, egli ha svolto anche un ruolo di primo piano nella Repubblica di Salò, collaborando attivamente con i nazisti e macchiandosi di crimini che meritavano l’ergastolo.  Un personaggio indifendibile, pronto a compiere massacri, ma nello stesso tempo fermissimo nel non assumersi le sue responsabilità e a scaricarle sugli altri.  Non per nulla la United Nations War Crime Commission lo collocò al primo posto nella lista dei criminali di guerra italiani.  Ma Graziani merita disprezzo anche perché, con la sua bestiale ferocia, ha squalificato l'intero colonialismo italiano e ha creato un atteggiamento mentale di totale chiusura verso un momento così importante della nostra storia contemporanea.  Il colonialismo italiano non è fatto soltanto di rapine, di stragi e di razzismo,  e quindi meriterebbe, quantomeno in taluni suoi aspetti, una valutazione più equilibrata e comunque libera da pregiudizi e da luoghi comuni.  Si veda ad esempio il video  (il primo riportato oltre)  su Asmara, definita da molti la più bella città africana, grazie alle molteplici, eleganti e razionali opere architettoniche costruite dagli italiani proprio durante la loro presenza come ‘invasori’.  D’altronde, se fosse vera la tesi secondo cui il nostro colonialismo non ha niente da invidiare, quanto a sfruttamento e ad eccidi, a quello di altri paesi europei, non si capirebbe come mai le Nazioni Unite, dopo il secondo conflitto mondiale, decisero di affidare proprio all’Italia l’Amministrazione Fiduciaria della Somalia  (AFIS, 1950-9).  Restituire al carnefice la vittima che le era stata strappata con la guerra ? Mi sembra una prospettiva molto fantasiosa.
Qui sotto alcuni filmati sulle polemiche innescate dal sacrario, sul personaggio Graziani, sul colonialismo e sul fascismo.  La proposta di questi video  (soprattutto quelli sul fumettone hollywoodiano Leone del deserto  -finanziato, non bisogna dimenticarlo, da Gheddafi, e questo spiega i suoi limiti-)  o quelli in cui si procede ad una condanna senza appello del nostro colonialismo)  non implica evidentemente la mia adesione alle verità che intendono trasmettere.